ALITALIA: O’LEARY, VERSO SPEZZATINO, INTERESSATI A FLOTTA
Il TAR deciderà l’11 ottobre se bloccare il commissariamento e le nomine degli ex dirigenti della società Alitalia, dopo che la sospensiva è stata rinviata a quella data anche per un eventuale decisione in forma semplificata.
Ecco gli interrogativi cui deve rispondere Alitalia, e ora anche il giudice delegato e il procuratore generale della Corte dei Conti:
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Come mai Alitalia e commissario straordinario del Governo sono costituiti con gli stessi avvocati nonostante l’evidente conflitto di interessi tra la società insolvente e il commissario liquidatore nominato dal governo?
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Come mai il commissario governativo di Alitalia non è difeso come previsto dalla legge dall’Avvocatura dello Stato ma da tre costosi avvocati, professori universitari, il cui costo ovviamente andrà a carico del passivo della società e renderà quindi ancora più difficile la cessione a eventuali acquirenti?
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Come mai non è stato inserito nelle condizioni di cessione a eventuali acquirenti l’obbligo di restituire i 600 milioni di soldi dei cittadini, prestati con un decreto legge ad hoc per mandarla avanti nonostante il disfacimento in atto, gli sprechi e la cattiva gestione dei precedenti amministratori (tra cui anche il professor Laghi, adesso è anche amministratore straordinario nominato dal governo)?
Il prossimo 11 ottobre il TAR darà risposta a questi interrogativi: se dovesse accogliere il ricorso del Codacons, per Alitalia potrebbe arrivare semplicemente la chiusura.
