23 Ottobre 2007

“Alitalia non se ne deve andare, se si vuole salvare“

Sciopero lombardo Contro il piano Alitalia sciopero unitario a Malpensa e Linate. Centinaia di voli cancellati. Solidarietà trasversale di tutte le forze politiche, dalla Lega al Prc m.ca Milano La difesa di Malpensa, “sacrificata“ dal piano Alitalia a vantaggio di Fiumicino e soprattutto dell`ipotetico acquirente (l`Air France), mette d`accordo tutti. In Lombardia, ovviamente. Lo sciopero di ieri dei dipendenti della Sea, proclamato da tutte le sigle sindacali (confederali, Ugl, Sdl, Cub), ha registrato forti adesioni. E` durato quattro ore e ha causato la cancellazione di circa 260 voli in arrivo e in partenza a Linate e Malpensa. Solo il Codacons lamenta che i disagi per i viaggiatori sono stati “troppi“, in rapporto alla modesta durata dello sciopero. Le forze politiche compatte, dalla Lega al Prc, solidarizzano con i lavoratori e plaudono allo sciopero. La Confindustria lombarda, non potendo aggiungere la sua firma allo sciopero, ha colto l`occassione di un incontro con i parlamentari (sempre lombardi) per ricordare che la vicenda Malpensa è “emblematica della questione settentrionale“. Il piano Alitalia trasferisce 150 voli da Malpensa a Fiumicino. Sancisce la fine dello scalo varesino come hub (ammesso che lo sia stato in questi anni), mette a rischio migliaia di posti di lavoro alla Sea (la società che gestisce i servizi aeroportuali a Linate e Malpensa) e nell`indotto, penalizza la Lombardia che alimenta il maggior volume di traffico. Un mercato “ricco“ che di certo non transiterà da Fiumicino per raggiungere il resto del mondo. Costringerlo a passare da Parigi è la condizione messa da Air France per compare il 49% di Alitalia, salvandola dal fallimento. “Impedire che Malpensa e Linate vengano trasformati il primo in uno scalo low cost, il secondo in un deserto“. Così Nino Cortorillo, segretario della Filt Cgil lombardia, sintetizza l`obiettivo dello sciopero. Per questo è necessario che il governo ripensi il piano Alitalia e che il compratore si impegni a non abbandonare Malpensa. “La nostra non è una lotta di campanile, Milano contro Roma“, afferma Mario Prati, segretario regionale del Sdl. Abbandonando Malpensa, Alitalia scadrà a vettore regionale e ciò depotenziarà anche Fiumicino. Come dire: nessuno si salva da solo. Sia a Linate che a Malpensa i lavoratori in sciopero hanno fatto cortei. Lo slogan più gridato: “Alitalia non se ne deve andare se si vuol salvare“. Alla Malpensa si è presentato in presidente della Provincia di Varese, il leghista Marco Reguzzoni. “Su Malpensa siamo tutti dalla stessa parte“, ha commentato l`assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo, braccio destro di Formigoni, quindi siamo tutti contro il piano Alitalia e dalla parte dei lavoratori in sciopero. Per Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc, è naturale solidarizzare con i dipendenti della Sea. Ma, non volendo finire nello stesso mazzo di Formigoni, si dichiara “disgustato“ dallo scaricabarile del “governatore“, più interessato ad attribuire ogni colpa “a Roma“ piuttosto che ad assumersi la sua parte di responsabilità. Ieri si è rifatta viva Aeroflot: “Siamo pronti a raccogliere un miliardo di euro per lanciare un`eventuale offerta per Alitalia“. Eventuale, appunto.

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