2 Agosto 2011

Alitalia/ Non partono causa overbooking, azienda condannata a risarcire turista

Alitalia/ Non partono causa overbooking, azienda condannata a risarcire turista 
 

    (Sesto Potere) – Roma – 1 agosto 2011 – Altra importante vittoria del Codacons sul fronte del trasporto aereo. L’associazione dei consumatori, infatti, ha vinto una causa contro Alitalia, intentata dinanzi al Tribunale di Roma per conto di una famiglia residente nella capitale che, a causa dell’overbooking di un volo, ha dovuto rinunciare ad un giorno di vacanza.
I fatti risalgono al 4 aprile 2009, giorno in cui il volo Alitalia Roma Fiumicino-Il Cairo parte lasciando a terra i 4 componenti della famiglia, a causa dell’odioso fenomeno dell’overbooking. I passeggeri riescono a partire solo 24 ore dopo, perdendo così un giorno di vacanza.
Tornati in Italia, dopo aver ricevuto 400 euro di rimborso da Alitalia sulla base delle norme europee che regolano l’overbooking, insoddisfatgti dell’entità dell’indennizzo elargito dalla compagnia aerea si rivolgono al Codacons, che presenta una causa dinanzi al Tribunale di Roma, in cui si chiede di condannare Alitalia per i danni patrimoniali subiti dalla famiglia (spese di taxi per il ritorno a casa, spese di messa in sicurezza della valige, ecc.) e soprattutto per il danno morale legato alla perdita di un giorno di vacanza all’estero.
Il Giudice, Dott.ssa Antonella Illuminati, ha accolto la richiesta dell’associazione, scrivendo nella sentenza:
"quanto alla richiesta degli attori per il risarcimento del cd. danno da vacanza rovinata… il danno può ritenersi provato in via presuntiva, in quanto, con lo slittamento del viaggio gli attori hanno perso un’occasione di riposo e di svago oltre che di godimento della mutua compagnia. Tale voce di danno dovrà essere quantificata equitativamente e può essere stimata prudenzialmente in 500€ per ciascun attore’.
Alitalia è stata così condannata a risarcire non solo il danno morale da vacanza rovinata, nella misura di 500 euro a passeggero, ma anche il danno patrimoniale causato, pari a 300 euro a passeggero, oltre al risarcimento delle spese legali per 2.170 euro -spiega l’avv. Cristina Adducci del Codacons, che ha difeso la famiglia nella causa- In totale quindi la compagnia aerea dovrà sborsare, oltre ai 400 euro a passeggero già elargiti autonomamente, più di 5.300 euro per aver venduto più biglietti rispetto ai posti disponibili sull’aereo in questione, determinando così l’overbooking del volo.
 

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