15 Febbraio 2019

Alitalia, in mano pubblica «anche più del 50%». Di Maio assicura: «Non sarà ridimensionata»

 

Potrebbe superare il 50% la partecipazione pubblica in Alitalia, con il contributo del Mef e delle Ferrovie dello Stato. Lo avrebbe detto, secondo fonti sindacali, il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio all’incontro con i sindacati al Mise. Di Maio avrebbe spiegato che la partecipazione di Mef e Fs è garanzia per l’operazione e per la tutela ed i diritti dei lavoratori e comunque ciò non esclude altre partecipazioni di società pubbliche e private.

Il piano industriale

Per il vicepremier il nuovo piano industriale della compagnia – che verrà presentato entro il 31 marzo – deve essere lungimirante e ambizioso. Il ministro ha assicurato che non ci sarà nessun ridimensionamento e nessuna svendita di Alitalia. «Non ci sarà una Alitalia più piccola», le parole del vicepremier.

I tempi

La deadline indicata dal vicepremier è però «troppo lontana» per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che avverte: «Bisogna accelerare i tempi». «Oggi non sono stati illustrati i contenuti del piano. Il fatto che ci sia una presenza pubblica è importante ma dipende per far cosa. Questa, infatti, deve essere finalizzata a un piano che rilanci gli investimenti e consenta, soprattutto, ad Alitalia di rafforzarsi sul lungo raggio con nuovi aerei», ha sottolineato Landini. «Oggi – ha aggiunto – abbiamo ribadito la necessità di tempi rapidi perché mai come adesso è il caso di dire che il tempo è denaro». «Il punto è la credibilità del piano industriale, il lavoro c’è se ci sono gli investimenti e se c’è un progetto che rilanci l’azienda. I tempi si sono allungati, questo è il momento delle decisioni», ha aggiunto. Landini ha quindi incalzato sulla necessità di un coinvolgimento e di un confronto dei sindacati nella fase di predisposizione del piano. «Non ci possiamo trovare – ha ammonito – di fronte a un pacco già definito e confezionato. E il governo, nella sede del Mise, deve farsi garante di questo confronto con tutti i soggetti coinvolti».

Piano sostenibile

Già dal vertice di mercoledì tra il premier Conte e i ministri Di Maio e Tria era uscita l’assicurazione del premier della disponibilità del governo a partecipare alla costituzione della Nuova Alitalia, tramite il Tesoro, a condizione della sostenibilità del piano industriale e in conformità con la normativa europea.

Delta e Easyjet

Il Cda di Fs, intanto, ha dato il via libera alla trattativa con Delta Airlines e EasyJet come partner industriali del piano per salvare la compagnia. «Trattativa che si profila lunga e i cui esisti non sono affatto scontati», commenta però Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl. Secondo lui l’incontro odierno «non ha risposto alle aspettative, perché sono trascorsi quattro mesi dalla prima riunione con il ministro e in azienda si percepisce un sentimento di forte preoccupazione, con conseguente peggioramento del clima organizzativo».

Delrio: «Contrario»

«Sono d’accordo se le soluzioni sono temporanee, cioè se lo Stato sta temporaneamente o con piccole quote in Alitalia. L’idea invece che la soluzione più semplice sia nazionalizzare mi trova fortemente contrario», ha detto l’ex ministro ai Trasporti Graziano Delrio, capogruppo alla Camera del Partito democratico, a 24Mattino, rispondendo ad una domanda sull’ingresso del ministero dell’Economia nella nuova Alitalia.

«Tornano le nazionalizzazioni»

«Nessuna trattativa avviata e nessun impegno preciso. Nella nuova Alitalia di sicuro c’è soprattutto l’ingresso dello Stato nel capitale sociale. Con il M5S al governo ritornano le nazionalizzazioni e il dirigismo economico», ha dichiarato il deputato Maurizio Carrara, responsabile Industria di Forza Italia alla Camera. «Lo Stato, cioè i cittadini – prosegue Carrara – attraverso il Mef, pagheranno almeno il 20% di Alitalia includendo la sicura conversione del prestito statale di 900 milioni di euro che scade fra quattro mesi e mezzo. Le Fs saranno costrette ad impiegare i propri fondi per coprire dal 40% al 50% della nuova società visto che i due partner industriali acquisteranno una quota che va dal 30% al 40% della nuova Alitalia. In prossimità della scadenza del prestito il ministro Di Maio non è in grado di garantire un percorso di libero mercato all’ex compagnia di bandiera italiana. Alitalia continua a bruciare cassa e ha cancellato ben 700 voli a marzo. Ancora una volta i cittadini sono costretti a finanziare Alitalia ma stavolta le conseguenze sono più gravi».

«Pronti a ricorso»

Durissimo il Codacons contro il vicepremier Luigi Di Maio che ha annunciato oggi l’intenzione del Governo di far partecipare lo Stato e Fs alla nuova società Alitalia. «Non accetteremo che nemmeno un euro dei soldi della collettività sia utilizzato a fondo perduto per salvare Alitalia – ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e siamo pronti a impugnare al Tar e alla Commissione Europea qualsiasi atto del Governo che vada in tale direzione».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this