Alimentari «salvati» dal Natale
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Milano Primo giorno dei saldi col freno tirato. Ieri per l’ avvio dei saldi invernali (al secondo giorno per Campania e Basilicata) non si sono viste code particolari nelle città e nei centri commerciali. Insomma, una partenza prudente per abbigliamento, calzature e arredocasa e in controtendenza rispetto alle vendite di alimentari a Natale: sono andate decisamente meglio delle attese. Come dire che a Natale le famiglie non hanno rinunciato alla tradizionale tavola imbandita nonostante una crisi che dura da 7 anni. A Natale vendite ok Sembrava il dicembre peggiore degli ultimi anni ma alla fine le vendite di Natale hanno consentito di recuperare il terreno perduto e realizzare un piccolo segno positivo. Forse anche con il contributo delle promozioni che nel mese più importante dell’ anno non hanno alzato il piede dall’ acceleratore. «Le vendite dei primi 15 giorni di dicembre – sottolinea Francesco Avanzini, direttore commerciale di Conad – erano state disastrose a tal punto da far prevedere il peggio. Poi, forse con la tredicesima, si è innescata una corsa che ha consentito di recuperare il terreno perduto nella prima parte del mese e forse mettere a segno una mini-crescita. Alla fine nulla di eclatante, ma una crescita discreta. Vedremo in gennaio però se si è trattato dell’ effetto positivo della ricorrenza o se è l’ avvio della ripresa». Anche per Giancarlo Paola, ad della catena commerciale Gmf del gruppo Unicomm-Selex operante in 7 regioni, «dicembre è stato un mese a due facce: nei primi 20 giorni le vendite calavano del 7%, poi lo scatto di reni. Alla fine il quadro è a macchia di leopardo: al Centro Italia siamo in linea con il 2013 e con la novità della crescita del canale cash&carry; nel Nord est abbiamo accusato un calo delle vendite dell’ 1,3% mentre in Emilia Romagna siamo cresciuti». Paola sottolinea l’ interesse dei consumatori per i cesti di prodotti tipici e le grammature più piccole. Mauro Carbonetti, ad dei Magazzini Gabrielli, conferma il recupero di Natale e sottolinea «che ha forse giocato la voglia delle famiglie di trascorrere le festività tra le mura domestiche». E poi: «Non potevamo ridurre le promozioni, arrivate al 40%: significava cedere quote di mercato ai concorrenti». Quanto ai saldi per il non food, dopo un anno molto negativo, è importante per industria e commercio recuperare fatturato. Secondo il Codacons ieri non solo non si è registrata nessuna impennata delle vendite, ma anzi si è notato un calo medio del -5% nelle grandi città rispetto alla partenza dei saldi invernali del 2014, con contrazioni più evidenti nelle periferie. Adusbef e Federconsumatori prevedono che solo il 36% delle famiglie acquisterà a saldo e la spesa media si attesterà a 179,4 euro a famiglia, il 5,6% in meno rispetto allo scorso anno. Alla fine il giro di affari dei saldi si attesterà a 1,61 miliardi. Milano e Roma frenano A Milano l’ avvio dei saldi non ha visto le tradizionali code davanti alle boutique delle griffe nel quadrilatero della moda: solo qualche persona, con alcuni orientali, davanti all’ ingresso di Gucci ma nessuna davanti a Moncler di via Montenapoleone. La coda più lunga, più che altro adolescenti, è quella del marchio Alcott in corso Vittorio Emanuele che offre abbigliamento di medio-basso prezzo, con sconti fino al 70% e magliette a partire da 2,99 euro. La Rinascente (tempio di griffe e brand ieri aperto fino alle 22) segnala una partenza a rilento a Milano e più veloce nelle altre città, da Firenze a Padova fino a Palermo. A Roma partenza a rilento, come a Milano. Tanta gente per strada, poca nei negozi. Qualche coda solo a piazza di Spagna (per i piumini d’ oca e le scarpe casual), per lo più di turisti orientali, o negli storici negozi di Campo Marzio. Nessuna coda nelle catene spagnole e nordeuropee del pret-a-porter. A Bologna dopo il primo giorno di vendite scontate negli oltre 2mila negozi di abbigliamento e calzature emerge «si segnala un lieve incremento degli affari in oltre la metà degli esercizi mentre nell’ altra metà prevale la stabilità». Confesercenti però ricorda che per un primo bilancio si dovrà attendere almeno l’ Epifania. Per il presidente di Codacons Carlo Rienzi «anticipare l’ avvio degli sconti al 3 gennaio non è servito a molto: i consumatori sono molto cauti». Parere opposto esprime Yashar Deljoye Sabeti, direttore del centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio: «L’ anticipo delle promozioni ha favorito tutti ma credo che sarebbe anche meglio se i saldi fossero anticipati al 27 dicembre o addirittura liberalizzati. Lasciare autonomia ai commercianti farebbe bene ai consumatori». © RIPRODUZIONE RISERVATA Emanuele Scarci.
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