3 Gennaio 2003

«Alimentari, prezzi aumentati in un anno del 29%»

«Alimentari, prezzi aumentati in un anno del 29%»

La denuncia dell?Eurispes. Battaglia di cifre con l?Istat. Marzano: basta con l?inflazione fai-da-te

ROMA – Che i prezzi dei generi alimentari siano aumentati parecchio, sicuramente più dell?inflazione generale (ufficialmente il 2,8%), è una sensazione diffusa. Adesso arrivano le prime conferme con pretesa di scientificità e subito si riaprono le polemiche. Duecento persone, tra volontari delle associazioni dei consumatori ed esperti dell?Eurispes (istituto di ricerca) sono andati, nella prima settimana di dicembre, nei mercati, nelle drogherie, nelle macellerie, nei supermercati e nei discount di tutta Italia per rilevare i prezzi di 150 prodotti alimentari, poi li hanno confrontati con i prezzi degli stessi prodotti negli stessi esercizi un anno prima e infine hanno fatto i calcoli. Risultato: i prezzi dei generi alimentari sono aumentati in 12 mesi del 29,2%, molto di più del 3,8% che, secondo l?Istat (Istituto nazionale di statistica), è l?incremento dei prezzi per «prodotti alimentari e bevande analcoliche» tra il novembre del 2002 e quello del 2001. L?indagine è stata presentata ieri. Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha reagito con asprezza: «Sono fermamente contrario all`inflazione fai da te. L?Istat resta l?unica fonte ufficiale per la rilevazione dei prezzi». Ma il presidente dei Verdi, Antonio Pecoraro Scanio, chiede che il governo riferisca in Parlamento e il segretario dell?Udeur, Clemente Mastella, dice che è «urgente una commissione parlamentare d?inchiesta sullo stato reale dell?inflazione in Italia». Va subito detto, come gli stessi promotori dell?indagine hanno fatto, che il metodo seguito in questa rilevazione è diverso da quello dell?Istat. Mentre l?Eurispes ha misurato le variazioni dei prezzi degli stessi prodotti nelle stesse rivendite e poi ha fatto la media, il metodo dell?Istat è molto più complesso: calcola le variazioni dei prezzi medi di un paniere di beni (aggiornato ogni anno; oggi verrà presentato quello nuovo insieme con la rilevazione sull?inflazione di dicembre) in 80 capoluoghi di provincia e poi li ricalcola a livello nazionale. Tutto in armonia con le metodologie Eurostat. Per dirla più semplicemente, l?Eurispes ha misurato, o ha tentato di farlo, l?inflazione «percepita», cioè quella che il consumatore riscontra quando vede che lo stesso bene che, poniamo, un anno fa costava 100 adesso costa 130. L?Istat calcola invece l?inflazione effettiva, cioè come aumentano i prezzi medi del paniere di beni che la famiglia consuma. Questo metodo, spiega lo stesso Eurispes, porta a registrare aumenti inferiori perché tiene conto del fatto che il consumatore, davanti a un aumento generalizzato dei prezzi, spesso non compra più lo stesso prodotto di prima, ma uno che è aumentato meno, anche se di qualità inferiore. L?Eurispes, comunque, ha fatto i calcoli anche secondo la metodologia Istat, ma il risultato ottenuto è stato di un aumento dei generi alimentari del 13%, che anche se inferiore al 29,2% è oltre tre volte quello che dice l?Istat. Perché? «Bisognerebbe chiederlo all?Istat – dice il presidente dell?Eurispes, Gian Maria Fara -. I nostri dati sono a disposizione dell?istituto di statistica, che può fare tutte le verifiche che vuole». All?Istat fanno osservare che non hanno ricevuto dall?Eurispes alcuna indagine e quindi non sono in grado di fare valutazioni. Al di là della discussione tra specialisti se sia più utile considerare l?inflazione effettiva o quella percepita, fanno impressione le differenze di prezzo riscontrate dall?Eurispes e dalla «Coalizione dei consumatori» sugli stessi prodotti a distanza di 12 mesi. I prezzi della voce «frutta e verdura» sono aumentati del 50,8%. Le zucchine del 64%, con una punta del 100% in un supermercato romano (la stessa qualità di zucchine costa oggi 3 euro al chilo contro le 3.100 lire di un anno fa). Il costo del cenone di capodanno è stato in media di 66,55 euro, con un aumento del 18,4%. I prezzi degli alimentari sono aumentati del 34,6% nelle grandi città, del 27% in quelle piccole. Gli incrementi maggiori ci sono stati nel Centro (» 44%), poi nel Nord (33%) e infine nel Sud (»25). I prezzi sono saliti di più nei supermercati (» 31%) che nei mercati (» 21%). Sempre ieri, l?Intesa dei consumatori ha calcolato che, tra aumenti dei prezzi e delle tariffe, nel 2002 le famiglie hanno sborsato 1.505 euro in più e altri 298 li sborseranno questo gennaio.

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