1 Marzo 2008

Alimentari, l`inflazione vola al 5%

Alimentari, l`inflazione vola al 5%
A febbraio il record dal 1996 Ma rispetto a gennaio, quando Mister Prezzi ha fatto pressing sulle categorie, i valori sono diminuiti dello 0,5%

La fiamma non si spegne. A febbraio l`inflazione ha continuato a correre. I prezzi, secondo l`Istat, sono aumentati del 2,9% su base annua, lo stesso livello toccato gennaio, mese in cui si era toccato il record dal 2001. A pesare sono stati ancora una volta gli alimentari, settore in cui il carovita ha raggiunto livelli di emergenza. Rispetto all`anno scorso, i prezzi dei generi alimentari sono cresciuti del 5%, un record dal 1996. L`impennata del valore del grano a livello internazionale ha portato aumenti a due cifre per il pane (+12,5%) e per la pasta (+14,4%). Meglio non è andata al latte, con un rialzo del 10%. Inferiore, ma sostenuto, l`incremento del prezzo della carne (+3,7%), anche se una prima inversione di tendenza si è cominciata a vedere per il pollame. “Il dato conferma il preoccupante impatto negativo sui prezzi al consumo dei beni e servizi di prima necessità che, anche in Italia come nel resto d`Europa, è determinato dall`onda lunga del caro petrolio e del caro grano a livello internazionale“, commenta Antonio Lirosi, il garante per la sorveglianza dei prezzi. “Per imprimere un cambiamento – aggiunge – è necessario intensificare la sorveglianza per evitare comportamenti speculativi. Portare avanti un serrato confronto con le categorie per ottenere impegni formali a limitare gli incrementi dei prezzi ed evitare aumenti generalizzati“. In questa ottica, Mister Prezzi ha in programma a marzo un ulteriore appuntamento con le categorie del settore delle carni e nuovi incontri con panificatori e imprese di assicurazione. Ad aprile il secondo appuntamento sul latte. Rispetto a gennaio, i prezzi dei generi alimentari, su cui più forte è stato il pressing di Mister Prezzi e del ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, sono diminuiti dello 0,5%. A rallentare è stato anche il ritmo di crescita annuale, passato dal +6,7% di gennaio al +5,7% di questo mese. La corsa non si è fermata neanche per i carburanti, con la benzina aumentata del 13% e il gasolio del 17%, nonostante nelle rilevazioni (effettuate il primo e il 15 del mese) non siano rientrati i record degli ultimissimi giorni. La spinta è arrivata anche dai trasporti (+5,5%), con l`incremento in particolare dei trasporti aerei (+8%), di quelli stradali e di quelli marittimi (+5,6% per entrambi). A contenere i rialzi sono stati invece essenzialmente i medicinali e le comunicazioni, che hanno confermato la flessione in atto ormai da mesi per entrambi i settori. I dati gettano l`allarme tra consumatori e sindacati che chiedono interventi per sostenere il potere d`acquisto delle famiglie. Marigia Maulucci, segretario confederale della Cgil, è preoccupata per la convergenza tra inflazione che cresce e Pil che diminuisce, situazione che dimostra “la stagflazione della nostra economia“. Per Gianni Baratta della Cisl, si fa sempre più“urgente e drammatica la necessità di affrontare il tema dei redditi e delle pensioni“. Così come per Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil, serve ridurre le tasse e adottare una nuova politica contrattuale. Rispetto all`inflazione sugli alimentari, il Codacons parla di rincari “folli“ che avranno come unico effetto quello di deprimere i consumi. Adusbef e Federconsumatori invocano un “accordo bipartisan per restituire, anche attraverso strumenti fiscali, potere di acquisto ai percettori di reddito fisso, lavoratori e pensionati, incrementandolo almeno di mille euro l`anno“, mentre l`Adiconsum arriva a chiedere i prezzi amministrati. I commercianti sono compatti nel respingere ogni attacco e polemica contro la categoria e nell`identificare la causa degli aumenti nell`impennata delle materie prime.

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