3 Gennaio 2003

«Alimentari, i prezzi volano»

«Alimentari, i prezzi volano»

Crescita del 29% (13% coi metodi di calcolo Istat).

Mentre cala del 25% il fabbisogno dello Stato (si veda il servizio a pag. 2, ndr), sonni e portafogli degli italiani sono turbati dalle notizie sull?aumento dei prezzi. Che per gli alimentari sarebbe stato nel 2002 addirittura vicino al 30% secondo l?Eurispes, appena de l 3,8% per l?Istat: i prezzi crescono, ma a ritmi differenti secondo come li si misura, e i dati che alcuni presentano come allarmanti sono del tutto accettabili in base alle stime ufficiali. A scatenare la nuova guerra di cifre sui rincari del 2002 è l?indagine condotta dall?Eurispes che evidenzia per i prodotti alimentari un aumento dei prezzi del 29% in base ai propri metodi di rilevazione e del 13% in base agli stessi metodi di calcolo utilizzati dall?Istat. Le cifre non coincidono, visto che anche nell?ipotesi di un incremento del 13% i rincari sarebbero comunque di tre volte superiori a quelli misurati dall?Istituto nazionale di statistica. Ma a difendere l?Istat, di nuovo al centro delle polemiche, scende in campo direttamente il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano che lo definisce l?unica fonte ufficiale per misurare l?andamento dei prezzi. Dopo l?allarme inflazione della scorsa estate, dopo l?indagine alternativa sui costi della scuola già condotta dall?Eurispes insieme alle associazioni della Coalizione dei consumatori e dopo le recenti polemiche sulla definizione del nuovo paniere, l?Istat è insomma di nuovo nell?occhio del ciclone. «La nostra stima con lo stesso metodo Istat – afferma Gian Maria Fara, presidente dell?Eurispes – è tre volte superiore a quella indicata dall?Istituto di statistica. Le motivazioni andrebbero chieste a chi conduce le indagini dell?Istat e andrebbero soprattutto ricercate nei metodi con cui l?Istituto porta avanti le rilevazioni». Al di là delle formule matematiche con cui viene calcolata la media, l?Istat, sottolinea l?Eurispes, non ha infatti mai reso noto come avvengono le rilevazioni dei prezzi. Un punto questo su cui insistono anche le associazioni dei consumatori che all?Istituto di statistica chiedono «un?operazione trasparenza». Coglie la palla al balzo la Cgil, che giudica l?indagine dell?Eurispes finalmente corrispondente alla realtà e annuncia nuove battaglie per adeguare i salari ai valori reali dell?inflazione. Gli aumenti denunciati rispecchiano infatti esattamente quelli con cui si trovano ogni giorno a fare i conti le casalinghe italiane. Contro i dati dell?Eurispes insorgono invece i commercianti di Confesercenti, che definiscono i nuovi calcoli «inattendibili, per non dire fantasiosi». Quella diffusa ieri è per l?organizzazione una «forzatura» che rischia di creare un clima ancora più negativo per i consumi. Levata di scudi anche del ministro Marzano «fermamente contrario all?inflazione fai da te» e convinto che l?Istat sia l?unica fonte ufficiale cui fare riferimento per la rilevazione dei prezzi. Per il ministro non è immaginabile che altri centri studi diversi, enti, istituti di ricerca, o istituzioni di vario genere elaborino delle rilevazioni sull?andamento dei prezzi alternative a quelle dell?Istat. La Coldiretti infine afferma che gli aumenti dei prezzi al dettaglio registrati dall?Eurispes non trovano giustificazione negli andamenti di mercato alla produzione agricola, ma sono motivati dalla mancanza di trasparenza nel passaggio degli alimenti dalla produzione al consumo. L?Eurispes non è però il solo ad aver fatto due conti. Con l?anno nuovo arrivano infatti i consueti rincari delle tariffe e le associazioni dei consumatori ne hanno calcolato gli effetti. Per Adiconsum gli aumenti delle tariffe causeranno alle famiglie italiane un aumento di spesa tra i 320 e i 450 euro. Una stima che l?associazione definisce «del tutto prudenziale» perchè quest?anno i rischi maggiori, per il momento non ancora del tutto calcolabili, deriveranno dal caro petrolio legato alla guerra contro l?Iraq e dai tagli agli enti locali previsti dalla Finanziaria. Oltre all?Rc-auto, le principali colpevoli degli aumenti saranno infatti secondo l?Adiconsum le tariffe legate ai trasporti, dalle autostrade alla benzina (che peseranno tra i 130 e il 180 euro), ma molto dipenderà anche dai ticket e da acqua e rifiuti. Per l?Intesa dei consumatori la stangata che tra il 2002 e l?inizio del 2003 ha colpito le famiglie italiane è valutabile in una somma che è di oltre 1.800 euro. Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc calcolano infatti che globalmente gli aumenti di prezzi e tariffe sono ammontati lo scorso anno a 1.505 euro, mentre per il mese di gennaio del 2003 l?incremento è di 298 euro

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