17 Marzo 2011

Alimentari e benzina spingono il carovita

 DA ROMA I formaggi sono più cari del 3,7%, il caffè del 3,5, il pesce del 3,1. I prezzi della verdura fresca sono aumentati addirittura dell’ 11,5%. Per non parlare dei carburanti che hanno messo a segno un rincaro dell’ 11,9% con la benzina e del 18,1% con il gasolio (balzo analogo anche per quello da riscaldamento). Eccoli i pro- dotti responsabili dell’ impennata dell’ inflazione a febbraio: sono stati alimentari e combustibili a spingere i prezzi fino a un aumento medio del 2,4 su base tendenziale, un livello che non si vedeva dal 2008, cioè prima della grande crisi, in accelerazione dal +2,1 di gennaio. Le tensioni nel Nord Africa e in Medio Oriente da una parte non hanno tardato a riflettersi sulle quotazioni dei carburanti e sull’ intero settore trasporti (+5,3% annuale) con aumenti dei biglietti per traghetti e treni. Nel complesso il gruppo dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, il cosiddetto carrello della spesa, segna un +3,1%, la variazione più ampia dal novembre di tre anni fa. Il balzo dell’ inflazione interessa tutto il Vecchio Continente, con Eurostat che registra un aumento del 2,4% nella zona euro e del 2,8% nella Ue a 27. L’ Ufficio europeo di statistica calcola per l’ Italia un valore più basso rispetto all’ Istat, certificando un aumento del 2,1%, perché si basa sull’ indice dei prezzi armonizzato, che tiene conto di riduzioni di prezzo come i saldi, che, iniziati a gennaio sono proseguiti a febbraio. Guardando avanti, l’ Italia già si ritrova con un tasso d’ inflazione acquisito per il 2011 pari all’ 1,5%, mentre i prossimi mesi non promettono niente di buono. Ieri il petrolio ha rivisto risalire le quotazioni sia in Europa (Brent a quota 111,2 dollari) che negli Usa (Light crude a 99,19), spinto dall’ escalation di violenza in Bahrein. I consumatori esprimono preoccupazione dopo la diffusione dei dati del’ Istat, con il Casper che prevede per il 2011 una stangata annua di 1.250 euro in media per famiglia, mentre la Cgia di Mestre stima un «salasso» di oltre 850 euro. Timori arrivano anche dai sindacati: la Cgil avverte sul «rischio stagflazione» (un pericoloso intreccio tra inflazione e crescita zero), la Uil parla di una «pessima notizia» e l’ Ugl torna a chiedere una «sterilizzazione delle accise» pagate sulla benzina. In allarme le associazioni degli agricoltori, che registrano un calo dei consumi alimentari, conseguente ai rincari.( N.P.)
 

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