ALIMENTARI, CACCIA AGLI SPECULATORI
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fonte:
- Il Mattino
Sarà l`Osservatorio del ministero delle politiche agricole a verificare gli andamenti anomali dei prezzi degli alimentari, e in particolare di quelli al dettaglio. E l`ispettorato dello stesso ministero effettuerà controlli. Il tutto con un costo di 100.000 euro a decorrere dal 2008. Un emendamento approvato venerdì notte nella Finanziaria affida alle due strutture del dicastero il compito di vigilare e di tenere informati i consumatori. I dati raccolti dall`Osservatorio “sono resi pubblici, almeno con cadenza settimanale, mediante la pubblicazione sul sito internet del ministero delle politiche agricole e la stipula di convenzioni gratuite con testate giornalistiche, emittenti radio-televisive e gestori del servizio di telefonia“. L`ispettorato centrale per la qualità invece “effettua i controlli nelle filiere agroalimentari in cui si sono manifestati, o sono in atto, andamenti anomali dei prezzi“. Oltre alle verifiche l`Osservatorio riferirà direttamente al presidente del consiglio suggerendo anche “adeguate misure correttive“. Intanto, sempre sul fronte dei prezzi, ieri è arrivata una comunicazione alla Procura di Roma per segnalare “l`andamento anomalo dei prezzi della pasta“. Mittente, il Codacons, che – viene spiegato in una nota – ha informato il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Stefano Pesci. “Nella segnalazione – afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons – abbiamo sottolineato attraverso un nostro dossier l`andamento anomalo dei prezzi della pasta in relazione alle quotazioni del grano, e abbiamo smentito le giustificazioni fornite dai produttori per motivare i rincari, che a nostro avviso sono speculativi. Inoltre abbiamo evidenziato alla Procura il ricarico che si verifica sui prezzi della pasta nei passaggi dal campo alla tavola, spiegando quanto incide il costo della materia prima sul prodotto finale. Tutto ciò – conclude – nella speranza che l`inchiesta della Procura porti all`individuazione delle speculazioni e alla condanna dei responsabili. “Nel nostro dossier abbiamo elaborato i dati Ismea che si riferiscono al prezzo medio del frumento duro fino, ossia la qualità migliore e più cara che ci sia in Italia. Ebbene dal 1993 ad oggi il prezzo più basso si registra nel 2005, e in particolare il picco più basso è di 130,02 euro la tonnellata raggiunto nel maggio del 2005, eppure il prezzo finale della pasta tra il 2004 ed il 2006 è rimasto invariato: come mai?“.
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