18 Settembre 2022

ALIMENTARE, TEST SU ACQUE MINERALI: DENUNCIATA RIVISTA ALTROCONSUMO PER POSSOBILE TURBATIVA DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

    CHIESTO AD AUTORITA’ DI SVOLGERE ACCERTAMENTI SU INDAGINE CHE RISCHIA DI ALTERARE LE SCELTE DEI CONSUMATORI

    I test sull’acqua minerale condotti dalla rivista Altroconsumo finiscono al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità garante della concorrenza, nonché all’Ispettorato centrale repressione frodi del Mipaaf, chiedendo di aprire un’indagine alla luce di una possibile turbativa di mercato, pubblicità ingannevole e pratica commerciale scorretta.
    “La rivista Altroconsumo, con l’articolo “Migliori Acque minerali in commercio” ha classificato le acque al consumo attraverso la prassi dei Test; tale classifica è stata poi ripresa ad agosto e settembre da molte riviste on line del settore che hanno dato ampia pubblicità ai risultati delle analisi e valutazioni di Altroconsumo – scrive il Codacons nell’esposto – Tuttavia gli “esperti” e i laboratori ove vengono effettuate le indagini non sono noti né resi evidenti da Altroconsumo che, in questo modo, appare omettere di comunicare dati rilevanti ai fini della trasparenza del messaggio, ex art. 22 del Codice del Consumo. Si evidenzia che nulla risulta riguardo all’osservanza delle norme procedurali e tecniche di riferimento per rendere attendibili gli esami svolti, tenendo ben presente che gli stessi sono stati commissionati da un soggetto privato e svolti da laboratori sconosciuti perché non identificati. Nulla si sa circa le condizioni di conservazione dei prodotti che sono stati prelevati e poi esaminati in laboratorio; nulla è noto riguardo ai criteri con cui una rivista privata Altroconsumo avrebbe individuato le Aziende da sottoporre ai Test e i relativi prodotti sottoposti ad analisi; non sono noti i laboratori, gli esperti e i consumatori che avrebbero provveduto ad effettuare i test.
    Dall’articolo pubblicato non risulta comprovata ogni singola fase procedurale, dal prelevamento di campioni sino alla certificazione delle analisi compiute, né emergono le modalità osservate per la conservazione del campione, sebbene si tratti di elementi essenziali per garantirne la genuinità e, dunque, per assicurare l’attendibilità della prova che, peraltro, riguarda una limitata quantità del prodotto alimentare”.
    Il Codacons ha dunque chiesto “di accertare se le modalità con cui vengono realizzati questi Test potrebbero essere suscettibili di essere definite “pratica aggressiva ex art. 24, d.lg. n. 206 del 2005” o omissioni di informazioni ex art. 22, laddove, secondo le norme richiamate, è indubbiamente coessenziale l’elemento dell’indebito condizionamento delle scelte del consumatore. Tale pratica potrebbe essere idonea ad integrare gli estremi della pratica commerciale ingannevole facendo presupporre che gli altri concorrenti i cui prodotti hanno ricevuto un voto minore, rispetto a quelli con il voto buono e ottimo sono venditori non accorti alla tutela del consumatore, in tal modo si potrebbero così veicolare informazioni fuorvianti idonee ad indurre in errore i medesimi”.

    Previous Next
    Close
    Test Caption
    Test Description goes like this
    WordPress Lightbox