29 Aprile 2021

ALIMENTARE: GUERRA TRA AZIENDE SULLA PELLE DEI CONSUMATORI?

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    IL MALVEZZO DI VALUTARE A CONFRONTO I PRODOTTI DIETRO PAGAMENTO DI COMPENSI DEVE FINIRE

    L’ANTITRUST VERIFICHI L’EVENTUALE CONFLITTO DI INTERESSI DI UNA IMPRESA EDITORIALE, LEADER NEI TEST DI LABORATORIO, CHE PROMUOVE LA LOTTA CONTRO LE TRUFFE AI CONSUMATORI

    Ha qualcosa di doloroso se non sconvolgente quanto è stato portato il 28 aprile 2021 all’esame della autorità Antitrust (e inviato per conoscenza anche alle associazioni dei consumatori) da una ditta che produce olio extravergine.
    In un dettagliato esposto, infatti, si racconta che una rivista conferisce una “certificazione ” chiamata ZERO TRUFFE (anche) ai migliori produttori di olio italiani (e fin qui, a parte il nome non proprio opportuno, “certificazione”, e… che farebbe pensare che il mercato sia pieno di aziende truffaldine, niente di male…).
    Ma quel che desta sconcerto è leggere nell’esposto che – come già avvenuto nel 2015 – a breve uscirà un nuovo test sugli oli di oliva in commercio per informare i consumatori di quali siano gli oli buoni e quelli cattivi. E anche fin qui ottima iniziativa.
    Ma quando si legge nell’esposto, e sarebbe opportuno che l’Antitrust accertasse subito come stanno le cose, che uno dei più importanti produttori di olio – tramite la propria holding – è socia dell’editore della rivista che fa i test sugli oli, forse servirebbe una migliore trasparenza.
    Ancora sembra urgente che sia chiarito da parte dell’AGCM, con la massima urgenza, se sia corretto per i diritti dei consumatori che la rivista che effettua i test “sponsorizza” un solo produttore con cui sembrerebbe avere condivisione di interessi. Il Codacons si attende dagli amici della rivista, che svolgono un utilissimo servizio per i consumatori, di chiarire al più presto quanto è all’esame dell’autorità Antitrust, dimostrando la loro assoluta indipendenza nelle valutazioni dei prodotti, valutazioni che inevitabilmente condizionano il mercato e i consumatori e anche il corretto gioco della concorrenza. Sarebbe infatti alquanto strano e non molto accettabile se chi giudica come arbitro le squadre in campo possa indossare la maglietta di una di esse. E questo soprattutto per la trasparenza e la completa tutela dei consumatori italiani cui dobbiamo tenere tutti sia noi associazioni sia le riviste specializzate che fanno opinione nel mercato.

    Di seguito il testo integrale dell’esposto

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