17 Marzo 2010

Alice resta senza occhiali 3D. Sequestrati perché il marchio non c’ è

 AREZZO- Sono andati nell’ unico multisala della città e ne sono usciti con 25 mila occhialini. I carabinieri del Comando provinciale, coordinati dal sostituto procuratore Elio Amato, hanno portato via gli strumenti utili a garantire una visione dei film in 3D ( Avatar è l’ esempio più recente) in base a un decreto di sequestro che richiama il «decreto legislativo 206 del 2005». Un tecnicismo giuridico che ha un significato preciso: agli occhialini manca il marchio Ce. Non c’ è nessun denunciato in questa inchiesta. Ma è chiaro che, con l’ avanzare della moda 3D, la situazione viene tenuta sotto controllo. Così, ad Arezzo, gli uomini dell’ Arma hanno portato a termine il primo ingente sequestro di occhialini in Italia. Alla fine dello scorso mese il ministero della Salute aveva deciso di monitorare l’ eventuale pericolosità degli occhialini per la visione delle pellicole in tre dimensioni, avvertendo che del caso è stato interessato anche il ministero dello Sviluppo economico e il Consiglio superiore della sanità. Nel caso del riutilizzo degli occhialini, il ministero ritiene indispensabile l’ adozione di un protocollo di pulizia. Una decisione presa dopo una serie di segnalazioni di vario tipo da parte di alcuni consumatori. «Si tratta di occhiali – aveva dichiarato il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – che vengono forniti nelle sale cinematografiche per poter godere della nuova tecnologia tridimensionale. Da una ricerca effettuata dal Codacons in quasi tutti i cinema emerge tuttavia come tali occhiali non dispongano del marchio Ce». L’ indagine del Codacons è partita dopo le tante mail pervenute all’ associazione: si denunciava stanchezza agli occhi e senso di nausea da parte degli spettatori dopo alcune ore di visione. L’ associazione di consumatori – che ancora sta studiando una possibile class action per i danni alla salute e i rischi collegati alla commercializzazione di un prodotto privo dei requisiti di legge – era stata tra le prime a segnalare i presunti pericoli. In Italia si è così aperto il dibattito. Gli occhiali 3D hanno una tecnologia semplice e consolidata, che non crea danni permanenti alla vista, ma al massimo provoca fastidi momentanei. E solo in alcuni soggetti predisposti. E’ questa, per lo meno, la tesi di Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi). Secondo Piovella, anche nel caso di occhiali privi del marchio Ce non si corrono gravi rischi: «Dal punto di vista delle lenti, la tecnologia è talmente semplice e poco pericolosa che è difficile ipotizzare problemi gravi. Un altro discorso si deve fare se ad esempio sono stati usati materiali tossici nella fabbricazione». Sarà, ma il Consiglio Superiore della Sanità si è pronunciato sul tema, sconsigliandone l’ uso ai minori di sei anni. E ricordando che «per i più grandi gli esperti consigliano un uso limitato». Non è ancora chiaro se la magistratura di Arezzo sia intenzionata a nominare un consulente tecnico di parte per verificare se gli occhialini sequestrati siano o meno nocivi per la salute.
 

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