5 Ottobre 2011

Alfano: “Nessuno paga gli errori giudiziari” Anm: così ci denigra

Alfano: «Nessuno paga gli errori giudiziari» Anm: così ci denigra
  Scoppia la polemica per le parole di Angelino Alfano, segretario Pdl ed ex Guardasigilli: «Per gli errori giudiziari nessuno paga».

Non sono bastate le urla della folla, fuori dal tribunale, quei «Venduti» e «bastardi» gridati all’ indirizzo dei magistrati e degli avvocati, subito dopo la sentenza. Sullo sfondo di quel clima da battaglia allo stadio e delle dispute fra "innocentisti" e "colpevolisti", l’ assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito diventa subito l’ occasione per un’ offensivacontro i pm che parte direttamente dal quartier generale del Pdl. Il segretario del partito di Berlusconi, Angelino Alfano, non lascia passare ventiquattr’ ore dalla decisione dei giudici di Perugia per lanciarsi in un attacco frontale: «Se la detenzione di Amanda è stata ingiusta, chi la risarcirà? Chi pagherà mai per una detenzione ingiusta sua e di Raffaele Sollecito? In Italia il tema è che per gli errori giudiziari non paganessuno». Unasferzata chefa sobbalzare l’ Associazione nazionale magistrati. «Resto allibito dalle parole di Alfano, che è stato ministro della Giustizia e sa bene che nel nostro ordinamento ci sono tre gradi di giudizio. E mi sembra sgradevole che non si perda occasione per denigrare l’ intera magistratura», è la replica immediata del presidente dell’ Anm Luca Palamara, mentre nella scia di polemiche s’ infila pure il Codacons, che annuncia di voler rivolgersi alla Corte dei Conti, chiedendo di appurare l’ eventuale danno erariale legato a un (allo stesso modo, eventuale) diritto al risarcimento per la detenzione subita finora dai due ragazzi assolti. E mentre in Italia si consuma lo scontro, Amanda vola verso casa, a Seattle, dopo una notte passata in una località segreta, vicino Roma. Partita a mezzogiorno da Fiumicino, per poi fare scalo a Londra, con l’ intenzione di sbarcare e tenere subitouna conferenza stampa con i genitori e il loro consulente legale, alla Fondazione Italia-Usa la studentessaha lasciato unalettera per ringraziare gli italiani: «a tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c’ erano degli italiani… Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene», ha scritto. Raffaele Sollecito, invece, "a casa" è arrivato alle 5 di eri mattina, nell’ abitazione del padre a Bisceglie, che lui non aveva mai visto prima, a pochi metri dal mare tanto desiderato, ma che nella sua prima giornata di libertà ha guardato solo dalla finestra. Per tutto il giorno, infatti, Raffaele non è uscito di casa, mentre lo ha fatto il padre, Francesco, raccontando che il figlio «ha voluto fare il viaggio da Terni a Bisceglie sul sedile del passeggero, seduto al mio fianco, mano nella mano. Poi ha dormito poco, ha bevuto un caffè e mangiato un po’ di frutta. Ha parlato al telefono con tanti amici». Ora Raffaele si riposerà, cullato dalle attenzioni della famiglia. Ieri, a tavola per lui, «il pesce più fresco, che non mangiava da anni». E difronte a chi gli chiede notiziasulle intenzioni di chiedere un risarcimento, Francesco Sollecito prende tempo: «è un discorso da venire», si vedrà dopo il giudizio della Cassazione. Nelle prossime settimane intanto si scoprirà anche se i Sollecito accetteranno l’ invito dei Knox ad andare a Seattle. I Sollecito, che cercheranno«uno scambio con i familiari della povera Meredith, per far comprendere che Amanda e Raffaele non c’ entrano nulla con questa orribile morte». «A noi il figlio è stato restituito, ai familiari di Meredith questo purtroppo non potrà succedere. Io soffro per loro e con loro, gli offriamo la nostra vicinanza e cordoglio», ripete il padre di Raffaele. E alla fine di questa storia,si scoprirà se Amanda e Raffaele si rivedranno.«Forse- aveva risposto, appena scarcerato, il giovane pugliese -, ma ora voglio stare con la mia famiglia».

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