15 Dicembre 2011

Alemanno:«Ricorsi al Tar e impedimenti criminali per il restauro del Colosseo»

Alemanno:«Ricorsi al Tar e impedimenti criminali per il restauro del Colosseo»

Quando apriranno i cantieri per il restauro del Colosseo? «Bisogna chiederlo al sottosegretario Cecchi. Questa è una gestione statale, io mi auguro il prima possibile. Ci sono stati una serie di ricorsi al Tar ed impedimenti che non esito a definire criminali». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, interpellato a margine del convegno Beni culturali: Dare valore avere valore. Secondo Alemanno non si può, infatti, «mantenere il Colosseo in questo stato quando invece è necessario ed urgente intervenire nel restauro e nella messa in sicurezza complessiva». «C’ è stato un clima di sospetto che ha rallentato, bloccato l’ intervento di restauro – spiega il sindaco – ora potevamo avere i cantieri già aperti. È impressionante il livello polemico che si è costruito su questo restauro. Ricordo che la sponsorizzazione è stata sancita da una gara pubblica». Durante il convegno il sindaco ha sottolineato come «con un giusto rapporto tra pubblico e privato potremo risparmiare risorse, come stiamo cercando di fare con il restauro del Colosseo, in cui abbiamo reperito dai privati 25 milioni di euro». Ma le polemiche non si placano. «Come sul resto della sua gestione, anche sulla cultura il sindaco ci rifila la consueta dose di bugie e di accuse ipocrite», dichiara Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale Cultura e Istruzione dell’ Italia dei Valori. «Innanzitutto Alemanno mente quando parla di gara pubblica sul restauro del Colosseo: l’ affidamento disposto dal MiBAC in favore di Diego Della Valle contiene infatti elementi di discrezionalità e di illegittimità che poco hanno a che fare con la prassi di una Pubblica Amministrazione. Quanto alle sue lagnanze sulla carenza di risorse il compito di un sindaco è sollecitare il Governo ad aumentare il finanziamento pubblico della cultura: per sua stessa natura, infatti, un finanziamento privato non può essere scisso da un interesse o da un obiettivo privato, il quale non deve e non può trovare soddisfazione su un bene culturale». Rodano ricorda anche che «l’ appalto del Colosseo non ha sollevato polemiche solo nelle file dell’ opposizione politica, c’ è anche una denuncia del Codacons al Tar. E sui beni comuni, dal sindaco di una capitale europea sarebbe lecito attendersi ascolto della società, e dialogo, non la criminalizzazione del dissenso». «Capisco che il sindaco di Roma abbia a cuore la vicenda Colosseo – aggiunge Matteo Orfini, responsabile cultura e informazione del Pd – Capisco un po’ meno le ragioni della sua polemica verso chi ha segnalato l’ esigenza di inserire criteri di maggiore trasparenza e oggettività dei parametri quando si discute di sponsorizzazioni». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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