7 Gennaio 2010

Alcuni clienti contro l’ avvocato

REGGIO. Si fa sempre più velenoso il clima attorno alla clamorosa vicenda dei maxi ammanchi alla filiale Unicredit di via Gattalupa. Alcuni dei correntisti beffati seguiti dal Codacons – e che negli ultimi tempi hanno regolarizzato la propria posizione con la banca, tornando in possesso dei soldi spariti – sono tornati sul piede di guerra, ma incredibilmente contro il legale che li ha fin qui tutelati, cioè l’ avvocato bolognese 46enne Bruno Barbieri che è vicepresidente nazionale e responsabile regionale dell’ associazione dei consumatori. Il nuovo «braccio di ferro» – all’ interno di una situazione giudiziaria già complessa – riguarda le parcelle inviate dall’ avvocato Barbieri a chiusura dei contenziosi. Negli ultimi giorni sono giunte nella nostra redazione telefonate e una lettera di correntisti che, inferociti, sollevano l’ imprevisto problema con un’ unica lettura della vicenda: «Disorientati e travolti da questa storia assurda, credevamo di esserci rivolti a chi fa gli interessi dei cittadini – dicono o scrivono all’ unisono – e dopo lo shock degli ammanchi, per fortuna superato, ora queste parcelle salate». Dicono d’ aver firmato un contratto (tecnicamente un «patto di quota lite» che è un accordo tra avvocato e cliente in base al quale si attribuisce al primo, quale compenso della sua attività professionale, una parte dei beni o diritti in lite) che prevede percentuali dal 5 all’ 8% e contestano l’ ammontare degli onorari richiesti, prendendo in seria considerazione d’ avviare un’ azione legale nei confronti di chi li ha fin qui assistiti di fronte ad Unicredit. Una presa di posizione che sorprende e non poco l’ avvocato Barbieri. «Nessuno mi ha contattato contestando la parcella – spiega il legale bolognese contattato ieri dalla Gazzetta – anzi in diversi hanno già pagato. Se vi sono dei problemi invito i miei assistiti a contattarmi. Comunque anche in questa vicenda è stata seguita la prassi consolidata. Gli assistiti hanno versato la quota associativa al Codacons (100 euro, ndr) che gli garantisce per un anno pareri gratuiti da parte degli avvocati dell’ associazione. Poi i risparmiatori che hanno subìto ammanchi hanno firmato un regolare patto di quota lite come previsto dal decreto Bersani e sono stati seguiti dal legale del Codacons che così ha avuto il mandato per poter agire nei confronti della banca. Una scelta che era stata caldeggiata – aggiunge Barbieri – dagli stessi risparmiatori negli incontri fatti a Reggio: in molti si sono ritrovati senza un quattrino e hanno chiesto di poter pagare le spettanze del legale solo a risultato ottenuto. Fra l’ altro – conclude il legale bolognese – quando vengono chiuse le posizioni l’ Unicredit stessa riconosce al correntista un contributo per le spese legali, il che va a diminuire la spesa per la parcella».

 

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