15 Aprile 2011

Alcol sì, alcol no. La sfida del sindaco: “Ordinanze e divieti restano in vigore”

 Nonostante la sentenza della Consulta che le dichiara illegittime, il Comune continua ad applicare lo stop ad asporto e consumo dopo le 23

 ROMA – Ritorna la "movida" primaverile (anche se le temperature si sono un po’ abbassate), ritornano le notti all’ aperto a Campo dei Fiori e nelle piazze del centro storico: ma dopo le 23 niente vendita di alcol al di fuori dei locali. Resta L’ ultima ordinanza del sindaco, scattata il primo aprile, infatti, recita: è vietato somministrare o vendere bevande alcoliche per l’ asporto o il consumo fuori dei locali dalle 23 fino alla chiusura degli esercizi. E resta in vigore, nonostante la Corte Costituzionale abbia dichiarato la parziale illegittimità del "pacchetto sicurezza" (2008), proprio per quanto concerne i super poteri affidati dal Viminale ai cosiddetti sindaci-sceriffo. "Perchè per noi il decreto che consente ai sindaci di approvare provvedimenti contro pericoli che minacciano la sicurezza urbana resta valido fino a che non sarà emanata la circolare interpretativa della sentenza della Consulta", spiegano in Campidoglio.
COORDINAMENTO FORZE – Alemanno ha garantito che, nonostante la decisione Consulta che reputa illegittime le ordinanze emesse dai sindaci "al di fuori dei casi di contingenza e urgenza", i divieti restano in vigore, compreso quello anti-alcol. Non solo. Il sindaco ha chiesto anche "il coordinamento tra le varie forze di polizia" per evitare di vanificare il contenuto dell’ ordinanza. "La nostra linea è questa – spiega il delegato alla Sicurezza, Giorgio Ciardi -. Continuiamo ad applicare queste ordinanze in attesa di una nota esplicativa da parte dell’ Avvocatura dello Stato". Anche perché, prosegue, "uno degli elementi che ha portato della bocciatura della norma, era la "non temporalità" di queste ordinanze, tutte quelle emesse da Roma Capitale hanno tempi certi (quella anti-alcol scade il 30 giugno). Siamo in attesa di capire come eventualmente modificare tali ordinanze accogliendo i termini della sentenza. Ma per il momento rimangono in piedi".
LE AREE OFF LIMITS – La serrata sull’ alcol non vale però in tutta la città. La sua efficacia riguarda i luoghi della movida sia centrali che periferici: alcol off limits dopo le 23 dal centro storico a Trastevere, Testaccio, e poi Monti, San Lorenzo, Pigneto, quindi le zone di Stazione Tiburtina, piazza Bologna, zona Ostiense, Saxa Rubra e Ponte Milvio. "Riteniamo come amministrazione che privare i sindaci dello strumento dell’ ordinanza di questi tempi arrechi un danno alle politiche di sicurezza urbana – prosegue Ciardi -. Così, in attesa di un complesso normativo più stabile, riteniamo utile continuare a utilizzare lo strumento dell’ ordinanza". Si apre dunque un nuovo week end di controlli nelle zone della movida. "Continuiamo con i controlli così come ci chiedono i cittadini – conferma il delegato alla Sicurezza -; continueremo ad essere vigili sul divieto di vendita di alcol a tarda sera". Una cameriera mostra l’ ordinanza di Alemanno che vieta la vendita di alcolici a tarda sera
 Venerdì scorso, l’ 8 aprile, erano state sanzionate dai vigili otto persone, sette italiani e un francese, che sorseggiavano i loro drink in strada. Altri tre li aveva multati la polizia. Così si va avanti con i controlli serrati. Anche se le associazioni dei consumatori, come il Codacons, la pensano diversamente: le multe non hanno alcun valore dopo la sentenza della Consulta. Si apre così un limbo di incertezza in cui le persone multate preferiscono aspettare di pagare sperando che la situazione si chiarisca: tanto più che la sentenza non riguarda solo l’ ordinanza anti-alcol ma anche quella anti-lucciole, l’ anti-borsone o l’ anti-lavavetri (che, in realtà, da tempo sono tornati ai semafori).
"LE BIRRE ABUSIVE DEI NAPOLETANI" – "Dissi subito che queste ordinanze erano anticostituzionali – afferma Liborio Pepi, della Confesercenti -. E come esercente non posso essere d’ accordo con queste ordinanze: bisogna prevenire non reprimere. Del resto, siamo noi stessi a stare attenti: abbiamo sempre dato ordine di non servire alcol alle persone già alticce e ai minori dei 16 anni. Ma poi ci sono gli abusivi, come i napoletani che vendono in strada le birre a 2 euro, mentre noi non possiamo. Anche se rispettiamo l’ ordinanza, ci sono gli abusivi". Confersercenti chiede dunque di "colpire chi veramente non ha la licenza in regola". E per l’ opposizione in Campidoglio le ordinanze non hanno ormai alcun valore. "Avevamo sempre sostenuto che erano inefficaci – afferma il capogruppo del Pd nell’ assemblea capitolina, Umberto Marroni – e le avevamo criticate perché inutili. Tant’ è vero che prostitute e lavavetri erano presenti anche con le ordinanze in vigore. Adesso sono state annullate dalla sentenza della Consulta, quindi sono nulle".

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