Alcol, gli italiani troppo precoci
-
fonte:
- Il Messaggero
Un dodicenne su due beve vino o birra. Sirchia: «Ragazzi, vi usano»
ROMA Dopo il tabacco, Bacco. Lo aveva promesso il ministro della Salute Sirchia durante la recente campagna antifumo: la prossima guerra preventiva sarà diretta contro il consumo indiscriminato di alcol. Divieto assoluto per gli under 16, sorsate controllate per tutti gli altri. Questi gli obiettivi dell?offensiva scatenata ieri, giornata consacrata allo scopo, da ministero e Istituto superiore della sanità. Prima di tutto, le grida d?allarme: gli italiani detengono il record di precocità etilica, mandano giù il primo drink a 11-12 anni contro una media europea di 14 e mezzo. A perdersi in un bicchiere di vino, birra, o superalcolico, sono sempre di più i 14enni che tra l?88 e il 2002 hanno fatto schizzare l?indice dei consumi del 9,2 per cento. «Ragazzi, vi usano ha ammonito Girolamo Sirchia siete solo strumenti nelle mani di chi guadagna. Non serve bere per divertirsi e fare amicizia». Ci vanno giù duro anche i pediatri, la loro associazione denuncia: un dodicenne-tredicenne su due scola, più o meno saltuariamente, vino o birra. Per arginare la tendenza il ministero ha pronto il kit informativo e persuasivo da distribuire nelle classi.
I consumatori di alcol in Italia nel 2002 erano 36 milioni (21 milioni gli uomini, 15 le donne), gli alcolisti circa un milione, 40 mila persone muoiono ogni anno a causa del goccio di troppo: cirrosi epatica, tumori, infarti, suicidi, aborti, omicidi, incidenti stradali e lavorativi (centomila all?anno tra cadute, fratture e distorsioni). Calano le consumazioni di vino (meno 41 per cento) e superalcolici (meno 77 per cento), aumentano quelle di birra (più 68,1). Nessuna intenzione di criminalizzare il vino, ricchezza nazionale, assicura il ministro ma, ad ogni buon conto, Coldiretti e Città del vino mettono le mani avanti, bianchi e rossi non c?entrano con la corruzione dei giovani e ribattono con i dati Fipe-Confcommercio 2004: in bar, discoteche e night-club il consumo di vino è inferiore a quello dei succhi di frutta, 3,5 per cento contro 6,2 mentre il fatturato da alcolici rappresenta il 30,6 per cento del totale. Secondo la Confagricoltura la vera minaccia per i teen-ager è rappresentata dalle misture zuccherate, i cosiddetti Alcopop, Premix, Designerdrink che trascinerebbero subdolamente i ragazzini verso i nebbiosi lidi dell?assuefazione. «La gradazione alcolica di tali prodotti è compresa tra 5 e 6 gradi, il 500 per cento in più del limite (1,2 gradi) consentito», tuona il Codacons (difesa consumatori) mentre la parlamentare Maria Burani Procaccini propone l?obbligo di segnare il tasso alcolico sull?etichetta di Alcolpop e affini».
Sommelier e psicologi (dell?anima e del corpo) concordano: vietato vietare, i giovani vanno educati, non minacciati. Buongustai e nutrizionisti di Coldiretti e Città del Vino si sguinzaglieranno tra i banchi per illustrare i pregi del consumo moderato. Lo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco avverte: «I toni proibitivi possono avere effetti boomerang. L?adolescente è attratto dalla trasgressione».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ALIMENTAZIONE
-
Tags: alcol, alcolpops, giovani, iss, Ministero della salute
