4 Febbraio 2009

Alcol, già partita l’indagine Codacons, gestori nel mirino

  TRENTO  è l’alcol il protagonista della violenza sessuale perpetrata da tre minorenni ai danni della compagna di scuola. I tre stupratori, dopo aver trascorso la mattina bevendo in un paio di bar del capoluogo, sarebbero stati brilli. Non paghi, si sono recati in un paio di supermercati, dove hanno acquistato tre o quattro bottiglie di superalcolici, che poi hanno bevuto, facendo ingurgitare alla quattordicenne quasi un litro di vodka. Questo nonostante una legge provinciale vieti a bar e commercianti di vendere alcol ai minori di 16 anni. La polizia sta indagando e contro i titolari potrebbero scattare delle sanzioni amministrative. Un fatto che non è passato inosservato e ha suscitato immediate reazioni.  «Ci chiediamo quali siano le responsabilità dei gestori del bar e del supermercato che, stando alla ricostruzione dei fatti, avrebbero venduto vino e vodka ai minorenni protagonisti degli abusi sessuali » attacca Carlo Rienzi, presidente del Codacons, intervenendo nella vicenda dello stupro della studentessa trentina. «La magistratura deve chiarire i fatti e valutare se procedere nei loro confronti – prosegue Rienzi – accertando eventuali fattispecie penali come istigazione a commettere reato. Appare chiaro, infatti, come l’alcol sia stato determinante nel causare la violenza sessuale. Alcol che non doveva essere venduto a ragazzini di 14 anni. La magistratura dovrà quindi procedere contro i responsabili della vendita e/o somministrazione di vino, vodka o altri prodotti alcolici, accertando i profili penali che riterrà più opportuni». La questione alcol approda anche sui banchi del parlamento. Il deputato del Pd Donato Mosella infatti preannuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare e commenta: «è gravissimo, se corrisponde al vero, che agli stupratori minorenni della ragazzina di Trento siano stati somministrati alcolici. Chiediamo al ministro della Giustizia e dell’Interno di valutare se non sia il caso di aprire un’inchiesta su chi ha somministrato a minori di sedici anni bevande alcoliche, di giorno e in orario scolastico. L’articolo 689 del codice penale vieta espressamente la somministrazione di alcol a minori di sedici anni da parte di esercizi pubblici. Ad un forte disagio sociale, che sicuramente esiste dietro a ragazzi che si rendono colpevoli di un atto tanto vergognoso come lo stupro, si aggiunge l’aggravante di commercianti irresponsabili».
 

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