20 luglio 2017

Alcol choc, ubriachi anche a 11 anni

`l’ allarme delle associazioni consumatori: «si beve già alla scuola media, salviamo i nostri ragazzi» `questionari nei luoghi di aggregazione per studiare i comportamenti degli umbri: dall’ alcol alla droga al gioco
IL CASO Il primo bicchiere anche a undici-dodici anni, le droghe nuove tra i giovanissimi acquistate on-line e l’ incubo del gioco tra chi non è più un ragazzino, ma che si gioca la pensione. O anche di più dei 480 euro al mese di assegno e bolletta da 4mila per aver scommesso con il telefono. Ma c’ è anche chi si è giocato un patrimonio da quasi un milione di euro con il vizio di sfidare la sorte. L’ allarme dipendenze suona con forza nella sala della Partecipazione di palazzo Cesaroni dove Federconsumatori, Codacons e Movimento difesa del Cittadino, hanno presentato un progetto per andare a studiare i comportamenti degli umbri. Ma quei numeri che sono stati messi sul tavolo fanno paura. L’ alcol già in seconda media. E quel brivido è suffragato dai dati dell’ Istat (l’ anno di riferimento è il 2016). Per esempio, in Umbria, tutti i giorni beve una bevanda alcolica almeno il 23,4% della popolazione. In Italia centrale il dato si ferma al 21,8, la media nazionale scende al 21,4%. E non è una caso chela classe di età parta dagli undici anni. Contando i numeri significa che almeno 187mila umbri prendono tutti i giorni una bevanda alcolica. Il consumo a rischio di bevande alcoliche riguarda il 14,1 per cento della popolazione. Il consumo abituale eccedentario (cioè che supera le due unità alcoliche per gli uomini, una per le donne e almeno una bevanda alcolica consuma dagli under 18 nel corso dell’ anno), tocca il 9,2 % degli umbri; mentre sul fronte del binge drinking il dato si attesta sul 6 per cento: meno della media nazionale che tocca il 7,35 del fenomeno di bere oltre sei unità alcoliche in pochissimo tempo. Quasi il 2% degli umbri consuma più di mezzo litro di vino al giorno; mentre si sale al 19,6& per il consumo di uno o due bicchieri. «Il progetto- hanno spiegato Alessandro Petruzzi (Federconsumatori), Valentina Bonaca (Mdc) e Carla Falcinelli (Codacons) prevede la realizzazione di alcune iniziative culturali informative in tutta la regione che coinvolgeranno, tra gli altri, associazioni sportive e di promozione sociale, istituti scolastici e circoli per la terza età. Durante gli incontri verranno approfondite ed analizzate alcune dipendenze: gioco, alcol e droga senza trascurare le nuove, tra le quali il cibo e la dipendenza digitale. Durante gli incontri verranno somministrati i questionari, i cui risultati verranno in seguito raccolti in un elaborato finale». Il progetto mira alla creazione di una rete interistituzionale che si possa rivelare efficiente per supportare la prevenzione e l’ assistenza per arginare il fenomeno. La rete dovrà dimostrarsi un canale aperto che continuerà a operare per accogliere proposte e intervenire sulle richieste di aiuto. Alla fine del percorso verrà creato un elaborato che raccoglierà un’ informativa scientifica sui principali effetti e sulle cause che conducono ad assumere alcune abitudini patologiche di dipendenza, testimonianze anonime, i risultati del questionario e una sezione contenente una mappa dei servizi della rete pubblica regionale di lotta alle dipendenze. A dar man forte alle associazioni dei consumatori la ex direttrice dell’ Istat dell’ Umbria Rita Bartoloni e la responsabile del Dipartimento delle Dipendenze di Foligno e centro regionale contro la ludopatia Sonia Biscontini. I questionari verranno raccolti nei luoghi di incontro, dagli oratori ai centri sociali. Ieri alla presentazione del progetto che ci si chiama In.dipendente.mente è intervenuto l’ assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini che ha spiegato come «la Regione Umbria sostiene con convinzione il progetto in.dipendente.mente, perché siamo sicuri che bisogna partire dalla conoscenza di un fenomeno per mettere in campo le giuste misure per la prevenzione, il contrasto e la cura». Luca Benedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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