Alcol ai minori, c’ è la diffida
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fonte:
- Il Giorno
di MANUELA MARZIANI – PAVIA – UNA DIFFIDA formale al Comune «perché intensifichi i controlli nei locali, nei bar e nei supermercati sanzionando con la chiusura quelli che trasgrediscono il divieto di vendere alcol ai minori». L’ ha inviata il Codacons a palazzo Mezzabarba dopo l’ ennesimo episodio che ha avuto per protagonista un minore trovato ubriaco. «È necessario porre un freno all’ alcolismo dilagante tra i giovani – ha detto l’ avvocato Angelo Cardarella, che si occupa del Codacons per la provincia di Pavia -. Non abbiamo competenze per effettuare disquisizioni sociologiche sul ruolo dei genitori e sul controllo che devono effettuare sui loro figli, ma possiamo occuparci dei pubblici esercizi che spesso chiudono un occhio o addirittura due». STANDO a una ricerca effettuata dagli studenti del terzo anno del liceo Cairoli su 1.583 ragazzi (19% maschi e 81% femmine) l’ 80% dei quali minorenne, il 74% ha fatto uso almeno una volta di alcol e il 50% si è ubriacato. Il 29% degli studenti beve per piacere, il 22% per affrontare i momenti difficili e il 23% per imitare i coetanei. «La diligenza del pubblico esercente è fondamentale – ha aggiunto Cardarella -. Un 18enne che acquista 10 bottiglie di superalcolici è chiaro che non lo fa per uso personale, ma che vuol coprire amici minorenni. Si può e si deve fare di più per evitare che dei giovanissimi vengano trovati ubriachi in giro per la città». IL PENSIERO corre all’ ultimo caso di una 15enne trovata su un marcipiede nei pressi del rondò dei Longobardi in piena notte. Trasportata al San Matteo dove ha trascorso la notte, la ragazzina è stata poi riconsegnata ai genitori e sta bene. «Casi simili si ripetono sempre di più in modo preoccupante – ha proseguito il Codacons – e riguardano ragazzini. Bisogna intensificare i controlli perché ci sono esercizi pubblici che non rispettano la legge in base alla quale è vietato vendere alcolici a chi non ha 18 anni». I baristi in alcuni casi non chiedono i documenti ai ragazzi perché si imbarazzano e in altri perché non vogliono perdere un cliente o un gruppo. «Una sera – ha raccontato un barista del centro che vuole mantenere l’ anonimato -, pensando d’ avere davanti dei minorenni ho chiesto i documenti. In otto si sono alzati e sono andati a sedersi al bar vicino». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
manuela marziani
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