6 Marzo 2015

Albero sulla cabinovia Salvati 200 turisti

Albero sulla cabinovia Salvati 200 turisti

di Ezio Danieli SELVA GARDENA Duecento persone rimaste sospese a mezz’ aria nella cabinovia bloccatasi all’ improvvis. Tutta colpa di un albero che il vento ha fatto cedere e cadere sulla fune dell’ impianto che dal centro di Selva Gardena porta al Ciampinoi. L’ urto con la pianta ha fatto scarrucolare la fune portante e partire i sistemi di sicurezza che provocano l’ immediato arresto. Poi, per un paio d’ ore, c’ è stata la gigantesca operazione di soccorso e di recupero dei duecento turisti. Tutto è filato per il verso giusto grazie alla professionalità dei vigili del fuoco e delle squadre di soccorso che si allenano non poco per evenienze di questo tipo. Un sospiro di sollievo al termine di un pomeriggio che è stato da incubo. Tutto è iniziato qualche minuto prima delle 15.30 quando una raffica di vento ha fatto piegare un albero, all’ altezza del quarto pilone della cabinovia del Campinoi, a duecento metri circa dalla stazione a valle. L’ impianto a fune s’ è subito bloccato grazie ai sensori. Ed è iniziata la grande operazione di soccorso e di recupero delle persone rimaste bloccate. Venti le cabine in salita e soltanto due in discesa sono risultate con persone a bordo. L’ operazione di recupero è stata eseguita in perfetta collaborazione fra i vigili del fuoco di Selva e di Santa Cristina e gli uomini del soccorso alpino, intervenuti anche dalla Val Badia, dall’ alpe di Siusi e dalla valle di Fassa. Determinante è stato anche il supporto fornito dall’ elicottero di Aiut Alpin Dolomites. Mentre i pompieri, servendosi del gatto delle nevi della società impiantistisca, si portavano sotto le cabine, l’ elicottero dall’ alto calava i soccorritori. Dice il medico anestesista Francesco Bonsante: «I soccorritori si sono calati con il verricello, hanno liberato le persone che erano a bordo delle cabine che poi, a corda doppia, sono stati calati ; qui i pompieri hanno provveduto ad accompagnarli a valle». Nessuna scena di panico, ma un po’ di apprensione si leggeva sul volto degli sfortunati turisti. Dice Adam Holzknecht, capo dei Catores gardenesi: «La fase più delicata è stata liberare le persone che erano nelle cabine più in alto. Ma tutto è filato per il verso giusto. Non c’ è stato bisogno di alcun intervento sanitario». La cosa viene confermata anche dal medico Bonsante. L’ operazione di sgombero è stata tutto sommato rapida: «Siamo stati favoriti anche dall’ ora in cui l’ inconveniente si è creato e dalle splendide condizioni del tempo, a parte il forte vento. Fosse successo un’ ora più tardi, i problemi sarebbero stati maggiori». I passeggeri della cabinovia, dopo alcuni attimi di preoccupazione, l’ hanno presa con filosofia ed hanno collaborato con chi prestava loro aiuto. Meno bene l’ ha presa il Codacons che ha parlato di tragedia sfiorata. «L’ episodio conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, le criticità del territorio italiano, che in caso di maltempo provocano danni ed incidenti di grave portata – ha detto il presidente di Codacons Carlo Rienzi – Da anni denunciamo la necessità di mettere in sicurezza le aree a rischio, e dopo la tragedia sfiorata oggi si rende più che mai indispensabile l’ adozione di provvedimenti sul fronte del patrimonio boschivo».

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