10 Ottobre 2021

Alberi tagliati lungo il Reno Ambientalisti sul piede di guerra vanno in presidio sotto la Regione

Ambientalisi sul piede di guerra per il taglio degli alberi lungo le sponde del fiume Reno. Arpae, l’agenzia ambientale della Regione, avrebbe infatti ’concesso 10 chilometri di taglio del bosco nell’alveo del fiume Reno tra Pieve di Cento e Galliera e nel comuni del ferrarese di Cento, Sant’Agostino e Poggio Renatico’, su un’area complessiva di oltre 15 ettari. Per questo le associazioni ambientaliste hanno indetto una protesta sotto la Regione, per venerdì prossimo alle 11.

“In piena crisi climatica si vuole ancora andare avanti così. È una vera follia, che non possiamo permettere”, si legge in un documento firmato da Wwf, Lipu, Comitato per la tutela degli alberi di Bologna, Isde-Medici per l’ambiente, Codacons, Lav e Animal Liberation.

“Si rischia quindi di squilibrare un ecosistema che viene profondamente sfruttato- insistono gli ambientalisti- ricavandone una notevole quantità di biomassa (3.500 tonnellate nella fattispecie), radendo al suolo la totalità degli alberi e della vegetazione dentro e talora anche fuori dall’alveo, a motivo del rischio idraulico che si paventa”.

“I fenomeni di esondazione sul fiume Reno si sono verificati negli ultimi anni anche a causa dei cambiamenti climatici e dei conseguenti eventi estremi- affermano le associazioni- le cui conseguenze non possono essere ridotte dai tagli della vegetazione ripariale effettuati in questo modo, che all’opposto creano una situazione di complessiva maggiore fragilità”.

Senza contare che l’abbattimento degli alberi a scopo di ricavare biomassa da bruciare nelle centrali “fa parte di una filiera generatrice di CO2 e particolato assolutamente incompatibile con il riscaldamento globale e la transizione ecologica in atto, che in questi giorni è sotto gli occhi di tutti e che il pianeta si trova ad affrontare”.

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