27 Febbraio 2019

Alberi, inchiesta sui crolli Il Comune sotto accusa Il pm: «Lesioni colpose»

 

L’ INCHIESTA Al momento l’ ipotesi è di lesioni colpose. Ma il fascicolo sul crollo del pino secolare che due giorni fa, in viale Mazzini, ha ferito due persone, ha già come oggetto le responsabilità amministrative per la mancata manutenzione e si adombra anche il reato di omissione in atti d’ ufficio. Il procuratore aggiunto Nunzia D’ Elia ha delegato gli accertamenti alla polizia locale di Roma Capitale per stabilire se l’ area dove si è verificato l’ incidente fosse in carico al servizio Giardini del Comune o a una società privata che aveva ottenuto l’ appalto. E per chiarire a quale tipo di cura fossero sottoposti gli e alberi e a quando risalisse l’ ultimo intervento sul pino crollato. Tanto più che proprio quell’ albero era stato segnalato. Dunque qualcuno si era accorto del pericolo, ma la raccomandazione non sarebbe servita a nulla e non era stata adottata alcuna misura VERIFICHE Il pino crollato lunedì a causa del forte vento era stato contrassegnato con una X, ma la ditta che si occupa della potatura ha solo un appalto per manutenzione ordinaria. Adesso la polizia municipale acquisirà tutta la documentazione relativa al lavoro svolto e agli interventi. E dovrà anche stabilire da quanto tempo quella X segnalasse che il pericolo del crollo era quanto mai concreto. Si sa già che l’ appalto per le opere straordinarie, che comprenderebbero l’ abbattimento, non è mai stato bandito ed è fermo da due anni. Ma la procura vuole stabilire anche perché, a fronte dell’ allarme degli agronomi del Comune, che sollecitavano interventi «immediati e di emergenza», l’ unica risposta sia stata l’ inerzia. La responsabilità ricadrebbe dunque sul Campidoglio. Che, rispetto alle difficoltà burocratiche, avrebbe potuto ordinare provvedimenti d’ urgenza. E mentre in città proseguono i lavori di potatura, in particolare degli alberi ad alto fusto, non migliorano le condizioni dell’ avvocato di 52 anni da lunedì ricoverato con codice rosso. Nelle prossime ore, a piazzale Clodio, arriverà anche la denuncia del Codacons che punta il dito contro la pubblica amministrazione, ipotizzando reati pesantissimi. GLI ALTRI FASCICOLI Proprio il procuratore aggiunto Nunzia D’ Elia aveva recentemente disposto uno screening accurato, per raccogliere tutti i dati relativi ai pini killer che si sono abbattuti negli ultimi due anni lungo le strade della Capitale, travolgendo turisti e cittadini. La delega, assegnata alla polizia municipale, prevedeva che fosse stilata una lista di alberi caduti, dal I al XX Municipio. L’ ipotesi di reato di partenza era sempre lesioni colpose, ma anche in questo caso l’ attenzione era rivolta alle omissioni dell’ amministrazione Comunale. Negli ultimi dieci anni si sono contati almeno sei morti. Più di una cinquantina i feriti a causa di alberi killer. Per ogni croce in città si apre un procedimento penale a carico del Servizio Giardini, ma finora non ci sono state condanne, perché le inchieste si sono puntualmente chiuse con un’ archiviazione. I familiari delle vittime non hanno avuto alternativa oltre al risarcimento dell’ amministrazione comunale, che arriva tardi e dopo una lunga trattativa con le assicurazioni del Campidoglio davanti ai giudici del tribunale civile. Chi è colpito da un lutto, così, deve affrontare il doppio calvario: le inchieste penali, che portano a processo i funzionari capitolini addetti alla manutenzione del verde e si chiudono con assoluzioni dopo anni di perizie, interrogatori e ricorsi anche in Cassazione, e i procedimenti civili, per i quali bisogna consegnare altri documenti, altre prove dell’ immensa perdita subita. Valentina Errante © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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