20 Aprile 2012

Al volante l’anziano fa paura

Al volante l’anziano fa paura

Voglio mettermi nei panni dell’ 87enne che ieri mattina a Rho ha investito un bambino di sei anni.Voglio capirela suaangoscia. Dopol’ in cidente è stato ricoverato anche lui in stato di choc. Aveva appena ottenuto il rinnovo della patente, era in regola. Forse in tutta la vita non aveva mai avuto un incidente serio; non guidi fino alle soglie dei novant’ anni se non sei un tipo tranquillo, prudente. Conduceva una seicento, mica un bolide. La cosa più importante è che il bambino non è grave, altrimenti staremmo qui a commentare una doppia tragedia, eppure l’ incidente è stato spaventoso. C’ è chi osserva che a quell’ età i riflessi si appannano, l’ attenzione va e viene, come si fa a non considerare un pericolo quel vegliardo, e i tanti come lui, che guidano indisturbati nelle nostre città? Però, con calma. Non ho sotto mano le statistiche e non so se siano mai state fatte in riferimento all’ età, ma non mi sembra che le nostre strade siano costellate di incidenti dovuti a ottuagenari.I piratidellastradasono spessogiovanispericolati, avolteubriachi, avolte drogati, o semplicemente stupidi, impegnati in sorpassi azzardati, risoluti a non fermarsi per uno stop o un rosso. Cos’ è più pericoloso? Lo stato di esaltazione di un diciottenne neopatentato, al quale magari il papà ha prestato la macchina che prendei duecentoventi, o la rovina degli anni sui cinque sensi, i riflessi, la concentrazione? Il Codacons denuncia che con il decreto del febbraio scorso sulle semplificazioni, l’ obbligo della visita medica per chi supera gli ottant’ anni è stato sostituito da un più sbrigativo accertamento psicofisico che si può fare in un’ autoscuola privata. Questo non va, perché l’ esame deve essere serio, scrupoloso. Tuttavia non riesco a persuadermi che l’ incidente di ieri debba allarmare. Ripeto, giudico da automobilista che affronta il traffico ogni giorno. Molti anziani guidano male, rallentano la fila, si piazzano al centro della carreggiata e non c’ è modo di smuoverli se non con spazientiti, maleducati colpi di clacson. Ma gli incidenti che vedo nella mia pur limitata esperienza di automobilista coinvolgono scooter guidati da persone che non hanno cinquant’ anni, mentre quelli che leggo sul giornale, ben più tragici di quello di ieri, spezzano le vite di ventenni. La vecchiaiaèunacondizionedisofferenza, ilprincipio dovrebbeessere direnderepossibilea chilavive tutto ciò che è possibile a un giovane, quando la salute glielo consente. Ripristiniamo dei seri esami medici, e lasciamo guidare i nostri vecchi.

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