23 Ottobre 2018

Al via la class action contro il blocco antismog

TREVISO Dopo la protesta degli artigiani e dei trasportatori, arriva anche l’ azione risarcitoria del Codacons contro il blocco delle auto diesel Euro 3. La campagna del Codacons è specifica per il Veneto, dove le ordinanze antismog sono state predisposte dai sindaci sulla base di un accordo della Regione. Sul sito dell’ associazione è stato pubblicato anche un modulo di diffida «attraverso il quale i proprietari di automobili Diesel Euro 3 o inferiori possono chiedere la corresponsione dei contributi per la sostituzione della propria automobile, l’ immediata revoca dell’ accordo, e l’ adozione di tutti gli atti idonei a riconoscere un indennizzo economico per il danno subito». La class action è lanciata. E se i lavoratori preoccupati del possibile blocco dei loro mezzi aderiranno, possono essere migliaia le diffide che verranno presentate. Le ordinanze sono entrate in vigore il 1 ottobre: dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 non possono circolare li veicoli Euro 0 ed Euro 1 a benzina e i diesel fino all’ Euro 3. Ma questo è il livello «verde», la situazione di partenza. Dopo il quarto giorno di sforamento consecutivo dei livelli di Pm10 (la soglia è 50 microgrammi) si passa al livello «arancione» e i divieti si allargano ai diesel privati Euro 4; dopo il decimo sforamento il blocco «rosso» arriva anche per gli Euro 4 commerciali. Confartigianato ha stimato che con le nuove norme antismog sono a rischio stop 173 mila veicoli commerciali in Veneto e 34.600 nella sola provincia di Treviso «con un impatto determinante sulle attività di trasporto» ha sottolineato il presidente Vendemiano Sartor. Perché se è vero che quei mezzi sono immatricolati in tutta la Marca, molti dovranno passare per il capoluogo e sono passibili di pesanti sanzioni. I Comuni hanno ovviamente previsto delle deroghe per i lavoratori, autonomi e dipendenti, che consentono di circolare anche con un veicolo soggetto a restrizioni, ma al Codacons non basta. E contesta la legittimità dell’ intervento di contenimento: sì la difesa dell’ ambiente e la qualità dell’ aria, «ma il provvedimento presenta diverse criticità». Le limitazioni, secondo l’ associazione, sono troppo restrittive: «Non risulta siano previsti adeguati contributi per la sostituzione dell’ automobile né che siano state fornite indicazioni chiare ai cittadini; non è stato adeguatamente valutato che i veicoli Diesel incidono solo per il 14% sull’ inquinamento, la combustione di biomasse legnose, ovvero stufe a pellet o a legna, è più dannosa, contribuisce per il 45% alle polveri sottili diffuse nell’ aria. Fonti di inquinamento diverse dai motori diesel verso le quali le amministrazioni non hanno assunto provvedimenti».

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