8 Aprile 2009

Al via il processo agli ex vertici della multinazionale per la morte di 2.000 persone

Eternit, l’Inail vuole 250 milioni
Il procuratore chiede tempi brevi Al via il processo agli ex vertici della multinazionale per la morte di 2.000 persone

 
Torino Si è chiusa al Tribunale di Torino l’udienza preliminare del processo alla Eternit Spa: un processo che si preannuncia lungo e complicato, per il quale sono imputati gli ex vertici della multinazionale, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 61 anni, e il barone belga Ghislain de Cartier de Marchienne, 88 anni. L’udienza è cominciata ieri mattina intorno alle 10. Numerosi gli enti pubblici, le associazioni e le persone fisiche – circa 500 – che hanno chiesto di costituirsi parte civile: ieri è stato il turno dei cognomi che cominciavano con la lettera dalla A alla M, mentre domani sarà la volta di quelli dalla N alla Z. Autobus da tutta Italia e dall`Europa sono cominciati ad arrivare fin dalla prime ore di ieri mattina; primo a raggiungere il palazzo di giustizia è stato il pullman con 27 persone a bordo provenienti da Rubiera (Reggio Emilia), seguito da sette pullman da Casale Monferrato: l’area antistante il tribunale si è riempita di striscioni di moltissimi enti e associazioni che chiedono giustizia, ovvero il riconoscimento delle responsabilità per le 2.889 parti lese tra vittime e parenti, tra cui molti era quelli provenienti da Francia, Svizzera e Belgio. La macchina organizzativa è stata imponente: circa 500 le persone impegnate tra personale della Procura ed esterno, dieci banchi di registrazione, sei ambulanze, tre della Croce Rossa e tre della Croce Bianca, due equipe mediche, Vigili del Fuoco e Protezione Civile. parti civili "eccellenti" Tra le istituzioni hanno chiesto di costituirsi parte civile la Provincia di Torino, di Alessandria, di Reggio Emilia, la regione Emilia Romagna, Campania e Piemonte. La presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso è stata la prima a chiedere di costituirsi parte civile e ha sottolineato l’importanza di questo processo «per la grande quantità di danni che abbiamo subito sia per la salute delle persone sia per il territorio».  Cgil nazionale e locale si sono costituite parte civile, così come il Codacons, il comune di Rubiera, di Casale Monferrato e di Cavagnolo. Lo ha fatto anche l’Inail, che chiede un risarcimento di 246 milioni di euro per le spese sostenute con le pensioni di indennità erogate a coloro che si sono ammalati a causa dell’amianto. Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, che sostiene l’accusa insieme ai pm Sara Panelli e Gianfranco Colace, ha auspicato «tempi brevi e la possibilità di un risarcimento per le vittime e i parenti oltre che l’accertamento delle responsabilità penali». Obiettivi condivisi anche da Sergio Bonetto, legale dell’Associazione Vittime dell’Amianto. lavoratori e parlamentari A fianco delle associazioni era presente anche una delegazione dei lavoratori della Thyssenkrupp, il cui processo in corso a Torino continua domani. Antonio Boccuzzi, parlamentare del Pd e sopravvissuto al rogo delle acciaierie, ha espresso la solidarietà dei lavoratori della Thyssen e l’impegno personale affinchè «non venga stravolta la legge 81». Presenti ieri mattina in tribunale anche l’europarlamentare Vittorio Agnoletto e il consigliere regionale del Piemonte Alberto Deambrogio, esponenti di Rifondazione Comunista, che hanno annunciato una manifestazione nelle prossime settimane a Bruxelles, davanti alla sede dell’Etex, l’azienda che continua l’operato della Eternit, per denunciare l’indifferenza nei confronti delle vittime.
 
 
 

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