Al via i saldi in Sicilia: “Saranno un flop”
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fonte:
- La Sicilia.it
ROMA – Negozi semivuoti a Palermo, nonostante l’ avvio dei saldi estivi in Sicilia. Nell’ asse commerciale di via Roma e nelle altre zone dello shopping pochi i palermitani a caccia di capi griffati da acquistare a metà prezzo, complici il caldo e la crisi economica, tanti, invece, i gruppi di turisti in vista in città. E tra i commercianti c’ è chi ha già stilato un primo bilancio, seppur provvisorio, dell’ andamento della prima mattinata di saldi, che registrerebbe un calo del 30% in meno rispetto all’ anno scorso. “C’ è stata poca affluenza – dice il responsabile di uno storico negozio di calzature -. La gente non spende più di 70-110 euro. Siamo fiduciosi, però”. Dello stesso avviso anche la responsabile di un negozio di abbigliamento: “Siamo lontani anni luce dal trend dello scorso anno, il calo ha sfiorato il 35%, stamattina in media siamo riusciti a vendere due capi”. Dopo la partenza anticipata di Basilicata e Molise una settimana fa, i saldi estivi scattano oggi nel resto d’ Italia. Confcommercio, pur “non prevedendo una stagione particolarmente entusiasmante” a causa della crisi che deprime i consumi, stima una spesa di 250 euro a famiglia per i circa 15 milioni di nuclei familiari che si metteranno in cerca di capi scontati. La spesa per persona dovrebbe aggirarsi di poco sopra i 100 euro, per un esborso complessivo di 3,7 miliardi di euro, pari al 12% del fatturato annuo del comparto. “I consumi nel settore moda – sottolinea in una nota Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio – non sembrano poter crescere neppure con i saldi”. Per le associazioni dei consumatori la crisi che morde le tasche allontana anche dai saldi e giudicano ottimistiche le stime di Confcommercio. Secondo Federconsumatori e Adusbef, solo una famiglia su tre approfitterà della stagione degli sconti, e la spesa media “si attesterà a circa 127 euro a famiglia, comportando così un giro di affari pari a 1 miliardo e 16 milioni di euro”. Le associazioni sottolineano “le gravi ripercussioni che questo andamento avrà sul benessere delle famiglie anche e sull’ intera economia. Per questo si fa sempre più urgente un rilancio del potere di acquisto, necessario per rimettere in moto il sistema economico e produttivo”. Ancora più pessimista il Codacons che prevede “un vero e proprio flop”, “una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30% in alcune città”. Secondo l’ associazione a tutela del consumatore “la spesa procapite nel periodo di sconti non supererà gli 80 euro”. Il dato è “particolarmente negativo”, spiega il presidente Carlo Rienzi, “considerato che già lo scorso anno si era registrato un crollo degli acquisti del 15%”. Per l’ associazione “ad influire sul calo degli acquisti sarà soprattutto l’ effetto Imu, le tasse e i balzelli introdotti dal Governo, la crisi ancora in corso e la scarsa fiducia degli italiani nel futuro economico”. Inoltre per il Codacons “si registrerà poi una riduzione delle vendite anche nei centri commerciali e negli outlet, che negli anni passati avevano retto all’ ondata di crisi. Solo il 45% degli italiani – stima – si avvarrà degli sconti di fine stagione”. “Speriamo che l’ avvio dei saldi – dice il coordinatore regionale di Confcommercio Sicilia, Julo Cosentino – possa contribuire ad invertire il trend negativo registrato negli ultimi quattro mesi”. “Su questo dato – prosegue – incidono non solo la crisi economica, i cui effetti in Sicilia si sono fatti sentire dopo il 2008, ma anche fattori psicologici, che pesano sui comportamenti delle persone”. Per Cosentino serve “un intervento da parte della Regione e della politica, che dovrebbe incentivare le famiglie e le imprese, sfruttando di più e meglio le somme della programmazione comunitaria 2007- 2013 destinate alla Sicilia”.
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