Al via i saldi estivi in tutta Italia. Confcommercio: producono il 12% del fatturato annuo del settore
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- Il Sole 24 Ore online
Saldi estivi al via in tutte le principali città italiane. Basilicata e Molise hanno fatto da apripista (in queste regioni sono infatti iniziati il 2 luglio), oggi seguono tutte le altre. Per i consumatori è l’ occasione per acquistare a prezzi più contenuti, per i commercianti quella di attirare nel negozio qualche cliente in più. Secondo un’ indagine Coldiretti-Swg con risposte multiple, con la crisi più di un italiano su due (il 51%) ha ridotto, rinunciato o rimandato, l’ acquisto dell’ abbigliamento che si classifica tra i beni più colpiti dall’ andamento economico sfavorevole. Verso il 12% del fatturato annuo di abbigliamento e accessori Secondo le stime dell’ ufficio studi di Confcommercio, infatti, in occasione di questo appuntamento ogni famiglia spenderà in media 248 euro per portare a casa capi d’ abbigliamento e accessori (circa 100 euro a testa), per un valore complessivo di 3,7 miliardi, pari al 12% del fatturato annuo del settore. Una boccata d’ ossigeno, che, stando alle attese degli operatori, potrebbe dare avvio a una fase di ripresa dei consumi, anche sulla spinta del rinvio, previsto dalla spending review (Dl 95/2012, in vigore da oggi), dell’ aumento di due punti percentuali dell’ Iva. Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, preferisce però non correre troppo: i consumi nel settore moda, spiega, non sembrano poter crescere neppure con i saldi: si stima un calo del 9%, passando da uno scontrino medio di 114 euro a persona del 2011 a una spesa media di 103 euro nei saldi estivi 2012. “È una grande occasione per tutti – osserva Roberto Manzoni, presidente della Fismo-Confesercenti – per i consumatori che troveranno prodotti di qualità con sconti superiori agli anni passati, fino ad andare oltre il 50%, e un maggiore assortimento, e per le imprese dopo il pesante calo di mercato, attorno al 20%, che si è aggiunto all’ aggravio dei costi e delle mazzate fiscali a cominciare dall’ Imu”. articoli correlati Istat: una famiglia su tre spende di meno per mangiare. Tra operai e imprenditori un divario di 1.000 euro al mese Famiglie e cittadini Il Codacons: saranno un flop, colpa dell’ Imu Che non ci sia molto da scialare lo conferma il Codacons: i saldi estivi, avvertono, saranno “un vero e proprio flop, e si registrerà una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30% in alcune città”. La spesa procapite nel periodo di sconti – calcola l’ associazione dei consumatori – non supererà gli 80 euro. “Il dato – osserva il presidente Carlo Rienzi – è particolarmente negativo, considerato che già lo scorso anno si era registrato un crollo degli acquisti del 15%. Ad influire sul calo degli acquisti sarà soprattutto l’ effetto Imu, le tasse e i balzelli introdotti dal Governo, la crisi ancora in corso e la scarsa fiducia degli italiani nel futuro economico nel nostro paese”. Coldiretti: il 16% degli italiani taglia la spesa di generi alimentari Se l’ abbigliamento, sottolinea la Codiretti, è il settore più colpito dalla crisi, sul lato opposto della classifica si posizionano i generi alimentari: il 16% degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa o rimandato gli acquisti. Il 9% dichiara di aver tagliato le spese per i figli. Altre rinunce importanti, precisa la Coldiretti, per il 50% degli italiani riguardano le vacanze, per il 47% il tempo libero, per il 34% gli acquisti tecnologici, il 30% per auto e moto, mentre un italiano su tre (33%) ha ridotto, rinunciato o rimandato anche le attività culturali.
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