3 Gennaio 2014

Al via i saldi, ecco il decalogo per evitare le fregature

Al via i saldi, ecco il decalogo per evitare le fregature

da l’unita.it

Sabato partono i saldi in tutta Italia, e le previsioni – sottolinea il Codacons – sono ancora nere. Le vendite segneranno una riduzione media del 12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali e solo il 35% delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante gli sconti (contro il 40% del 2013), con una spesa media delle famiglie che, secondo l’ associazione dei consumatori, non supererà quota 200 euro. Il Codacons mette in guardia dalle possibili fregature ed invita i consumatori ad andare oggi e venerdì nei negozi, in modo da controllare i prezzi effettivamente praticati e verificare la bontà dello sconto che sarà applicato sabato. L’ associazione di consumatori ricorda, infatti, che secondo le verifiche effettuate a campione lo scorso anno, un commerciante su 5, in occasione dei saldi, gonfia il prezzo vecchio, in modo da aumentare artificiosamente la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto. L’ Aduc pubblica un decalogo che elenca una serie di accorgimenti – prima, durante e dopo l ‘acquisto – che possono aiutare. 1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’ avvio dei saldi. Nei giorni pre- saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato. 2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento (dopo non si potrà rivendicare il cambio di un prodotto perchè il negozio a cento metri più in là vende lo stesso ad un prezzo dimezzato). 3) Non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da sè e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche più ampie. 4) Ricordarsi che prezzi tipo «49,90» euro vuole dire «50,00» e non «49,00». 5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perchè siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si può chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’ istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante

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