Al vaglio stangata su viaggi aerei e marittimi
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fonte:
- La Sicilia
dl fisco. addizionale da 1 a 2 euro per ogni tratta in partenza da porti e aeroporti
Palermo. Un aumento fino ad un massimo di 2 euro della tassa di imbarco aeroportuale e portuale. Lo prevedono tre emendamenti al decreto fiscale molto simili tra loro, presentati da Pd, Ala e Fare, che dovranno essere esaminati in Senato. L’ idea è quella che a contribuire alla manutenzione delle infrastrutture urbane e ai conti dissestati delle città metropolitane siano anche i passeggeri di aerei e navi. La proposta è di introdurre, a partire dal 1 gennaio 2018, un’ addizionale alle tasse già previste, pari ad un euro sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili in partenza dagli aeroporti situati all’ interno del territorio delle città metropolitane. Le città però possono variare tale misura fino ad un massimo di due euro per passeggero imbarcato. Questo porterebbe l’ imposta, attualmente di 2 euro, fino ad un massimo di 4 euro per passeggero a tratta. Al momento dell’ acquisto del biglietto il passeggero potrebbe trovarsi a pagare due euro se parte da un aeroporto che si trova nel territorio della città metropolitana, un euro se lo scalo di partenza si trova in una regione che ha al suo interno almeno una città metropolitana. Secondo gli emendamenti, la riscossione sarà in carico dei gestori dei servizi aeroportuali. Nel primo caso questi verseranno la quota raccolta direttamente nelle casse delle città, nel secondo caso allo Stato, che ripartirà poi i proventi tra le città metropolitane di ogni regione.Quanto ai porti, si prevede un’ addizionale di un euro (aumentabile fino a 2 per passeggero) sui diritti di sbarco portuali a carico degli operatori marittimi in ormeggio presso le banchine dei porti situati nel territorio delle città metropolitane. Per imbarchi e sbarchi di passeggeri nei porti siti nella regione della città metropolitana ma fuori dal confine amministrativo, la tassa è fissa di 1 euro.Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «si tratta dell’ ennesimo balzello a danno dei consumatori, un escamotage per reperire risorse lucrando sulla necessità dei cittadini di utilizzare servizi essenziali come il trasporto aereo» quando, ricorda Rienzi, «il 70% del costo di un biglietto aereo in Italia è già rappresentato da tasse». Protestano anche Assaeroporti, Iata, Assaereo e Ibar.michele guccione.
michele guccione
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Tags: Carlo Rienzi, tassa di imbarco
