Al vaglio dei pm 31 vigili assenti a Capodanno
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA Interruzione di pubblico servizio. Questa l’ ipotesi di reato dietro l’ astensione di 31 agenti della Polizia municipale di Roma Capitale, finiti al centro di un’ inchiesta della Procura della Repubblica in quanto avrebbero «disertato» dolosamente il lavoro nella notte di San Silvestro. Tecnicamente nel registro delle notizie di reato non risultano ancora indagati. Ma di fatto i fari del procuratore capo Giuseppe Pignatone e dell’ aggiunto Francesco Caporale, si stanno concentrando sui 31 agenti che la notte di San Silvestro hanno «disertato» il lavoro, come risulta da un’ informativa della Polizia municipale depositata nei giorni scorsi dal Comando del Corpo in Procura. Stando a quanto contenuto nel documento, che preannuncia uno scontro interno alla Polizia capitolina, i 31 agenti si sarebbero assentati per questioni di malattia. In particolare, avrebbero depositato agli atti del Corpo dei certificati medici. Per questo, gli accertamenti degli investigatori riguarderanno anche il supposto ruolo che potrebbero aver avuto i medici, i quali potrebbero aver compiuto il reato di falsità ideologica. L’ indagine è stata aperta con il deposito di un esposto di Codacons, che ha chiesto di far luce sull’ 83,5% di assenze dei vigili (767), registrate nella notte dell’ ultimo dell’ anno. Di questi, alcuni si sono assentati beneficiando della legge 104, per tutti i colori i quali devono prestare assistenza ad un familiare con disabilità, altri hanno donato il sangue, potendo godere della giornata libera, e i 31 denunciati si sono dichiarati malati. Secondo il comandante dei vigili, Raffaele Clemente, che ha coordinato l’ inchiesta interna, sarebbe emerso un «quadro motivazionale unitario», ossia quello di «impedire il dispiegamento del servizio pianificato per la notte di Capodanno». Un vero e proprio “boicottaggio” o, meglio uno “sciopero bianco” smentito dai sindaci. Ma al di là del ruolo dei vigili, la magistratura vuole chiarire il ruolo dei medici che hanno rilasciato i certificati. Nella stessa relazione di Clemente, inviata alla Procura della Repubblica, risulta che «trentuno medici hanno rilasciato altrettanti certificati a giustificazione delle assenze dei dipendenti, sulla cui legittimità si avanzano dubbi. Infatti, i sanitari hanno, fra l’ altro, dato la prognosi comprendendo il giorno antecedente, in alcuni casi anche due, a quello della reale visita medica presso l’ ambulatorio. In un caso la visita medica è avvenuta in un albergo». Tuttavia, conclude l’ atto investigativo, mancherebbe una “prova” regina dei supposti reati. Infatti, non sarebbero stati trovati riscontri alla paventata «preordinazione delle singole condotte assenteistiche». Ossia, «è impossibile con i ristretti strumenti di questa indagine interna superare la presunzione di affidabilità del complesso della documentazione sanitaria acquisita». La Procura, dunque, intende valutare la posizione di ogni singolo agente denunciato per poi decidere se procedere o mandare il fascicolo in archiviazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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