16 giugno 2017

Al «Tg1» arriva il clone di Orfeo sponsorizzato anche dal Quirinale

andrea montanari sulla poltrona che fu del neo dg, di cui è stato per anni il vice. gerardo greco al «gr» resta il problema del direttore finanziario. decisi i nuovi palinsesti: fazio passa su rai 1 e onora pavarotti
sarina biraghiNel segno della continuità. Dopo le deroghe «salva artisti» il cda della Rai ha nominato il nuovo direttore del Tg1 «figlio» del neo dg napoletano e del presidente Sergio Mattarella. Infatti, a prendere il posto di Mario Orfeo, direttore generale di viale Mazzini, è Andrea Montanari, fino a ieri direttore del Giornale Radio (che include anche Gr Parlamento) e di Radio 1 dove era arrivato nell’ agosto del 2016. Pur se qualcuno lo considerava un outsider, da giorni si faceva il suo nome per la guida del principale (anche se fotocopia degli altri) telegiornale dell’ azienda pubblica, sostenuto proprio da Orfeo, con cui ha una grande sintonia, e che nel 2013 lo volle responsabile dell’ edizione delle 20 del Tg1: era lui a curare il sommario e l’ assegnazione dei servizi e a coordinare diverse edizioni straordinarie del Tg1, anche in occasione dei recenti attacchi terroristici, dal Bataclan alla strage di Monaco di Baviera; ha condotto numerosi speciali Tg1 e dirette istituzionali di Rai 1 su temi internazionali e italiani, tra cui le elezioni e la crisi economica in Grecia, le elezioni politiche e amministrative italiane, il 150° dell’ Unità d’ Italia. Inoltre attualmente seguiva anche la realizzazione del nuovo studio del Tg1 digitale.Montanari, 59 anni entrato come cronista parlamentare al notiziario nel 1997, politicamente nato nel mondo repubblicano, di cultura progressista, è considerato oltre che un ottimo professionista, un uomo vicino al centrosinistra, quello dalemiano, e sarebbe stato supportato dall’ area più prossima al presidente Sergio Mattarella.E come previsto, al posto di Montanari alla direzione del Gr Rai e di Radio 1 è stato nominato Gerardo Greco, che da marzo 2013 realizza e conduce Agorà, su Rai 3. Inviato nel giugno 2001 all’ Ufficio di corrispondenza di New York per una sostituzione ferie di pochi mesi, è rimasto nella Grande Mela 12 anni, prima come corrispondente per il Giornale Radio, poi per il Tg2 e infine per il Tg1, e lì ha seguito la tragedia delle Torri Gemelle e la rinascita, le guerre al terrorismo, l’ avvento di Obama, le primavere arabe. Per due stagioni, nel 2011 e nel 2012, è stato anche conduttore di Uno Mattina Estate.Anche il consiglio di amministrazione di ieri è andato per le lunghe visti gli argomenti all’ ordine del giorno, soprattutto i palinsesti, e considerato che sulla guida del principale telegiornale e sul piano di riforma generale delle news, il dg si è probabilmente dovuto misurare con la volontà della presidente Monica Maggioni di «pesare». Altra nomina importante che il dg deve fare è quella del direttore finanziario della Rai dopo l’ addio di Raffaele Agrusti, subito dopo le dimissioni di Antonio Campo Dall’ Orto. Il dilemma è tra i manager esterni (che difficilmente accetterebbero il tetto) o un dirigente interno (tra i nomi Pier Francesco Forleo, Paolo Del Brocco, Alessandro Zucca). E a proposito di palinsesti, lo showman Fabio Fazio non solo ha salvato il suo mega compenso (che, insieme a quelli degli altri «artisti», il Codacons sottoporrà all’ attenzione del Tar e della Corte dei Conti) ma pare traslochi da Rai 3 alla rete ammiraglia dove dovrebbe continuare il suo Che tempo che fa ma anche condurre a settembre la serata omaggio a Pavarotti, 10 anni dopo la morte, dall’ arena di Verona.Tra gli altri movimenti sembra che Cristina Parodi passi dal pomeriggio con La vita in diretta a Domenica in mentre la sorella Benedetta sarebbe in trattative per sostituire a Detto fatto su Rai 2, Caterina Balivo prossima mamma-bis. Sarebbe confermato il martedì sera su Rai 3 con Bianca Berlinguer e la sua Carta Bianca mentre raddoppierebbe Lucia Annunziata sempre su Rai 3, con 2 blocchi di In ½ ora, il primo con l’ intervista al protagonista della settimana e il secondo con un dibattito di respiro internazionale e dedicato ai temi della globalizzazione. Dopo la figuraccia con le donne dell’ Est dovrebbe ritrovare posto nei palinsesti anche Paola Perego. Insomma il «cavallo» di Viale Mazzini continuerà a galoppare visto che artisti e palinsesti sono salvi e gli inserzionisti pubblicitari, il prossimo 28 giugno, potranno fare le loro scelte perché come diceva ormai 3 anni fa il renziano Ugo De Siervo «gli abbonati sono i veri padroni». Certo è che la deroga «salva Fazio&C.» ha riscosso numerose critiche. Oltre all’ attacco del renziano Michele Anzaldi («È difficile spiegare agli italiani che nel pubblico vige un tetto da 240 mila euro valido per tutti ad eccezione di una piccola casta»), anche Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione di Vigilanza ha contestato la riduzione del 10%: «La scelta di un taglio lineare, peraltro di scarsa entità, non risolve la questione». Mentre Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera ha detto: «Si agisce contra legem e i membri del Cda Rai si assumono una grave responsabilità». «Se qualcuno ci vuole chiamare davanti alla Corte dei conti ci difenderemo», ha risposto il consigliere Arturo Diaconale, «quello che abbiamo deliberato è il compromesso migliore che siamo riusciti a trovare, ma presuppone l’ attesa per una legge chiarificatrice e, sottolineo, che è il Parlamento a dover decidere quale deve essere la sorte della Rai».
sarina biraghi