8 Settembre 2021

Al Tar la prima udienza sui ricorsi dei sanitari non vaccinati

 

di Anna Vitaliani Potrebbe fare scuola il caso Trieste, spiega Luca Campanotto, uno degli avvocati che rappresentano i circa 200 sanitari all’udienza che si è tenuta stamane al Tar del Friuli Venezia Giulia. Sanitari (medici, infermieri e Oss) che non si sono vaccinati e hanno ricevuto dalle aziende sanitarie o dalle strutture private per le quali lavorano la lettera di richiamo. Nelle lettere arrivate – leggiamo – il professionista non ha effettuato la vaccinazione obbligatoria per legge e non si è presentato agli appuntamenti fissati dall’azienda.

Alcuni di questi ricorrenti sono già stati sospesi. quindi a casa e senza stipendio. In regione si contano circa oltre una quarantina di sanitari sospesi, ma non tutti hanno già proceduto per vie legali. Sembra che i giudici del Tar abbiano già deciso che entreranno nel merito. Quindi accoglieranno o respingeranno il ricorso. Non si andrà verso la sospensiva come già accaduto in altre parti d’Italia.

Nelle prossime ore o al massimo giorni, ci spiegano gli avvocati delle aziende sanitarie presenti all’udienza, ci sarà il pronunciamento che chiaramente nel caso bocciasse le istanze dei ricorrenti bloccherebbe futuri possibili ricorsi. E darebbe uno strumento più chiaro alle stesse aziende sulle misure da intraprendere.

L’avvocato Campanotto assieme a Gianluca Teat rappresentano per il Codacons due sanitari di Pordenone, un odontoiatra e un’infermiera. Entrambi da luglio sono stati sospesi: mantengono il posto di lavoro, ma non percepiscono stipendio.

La sede del Tar di Piazza Unità d’Italia a Trieste è stata presidiata per tutta la durata dell’udienza dalle forze di polizia. S’intuisce quindi che erano previste manifestazioni no vax o contestazioni di altro genere, che però non si sono verificate.

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