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13 Febbraio 2006

Al Sud salgono a 22 i volatili deceduti, 6 i casi di H5N1

L`EMERGENZA Al Sud salgono a 22 i volatili deceduti, 6 i casi di H5N1

Aviaria, l`appello del ministro “Non toccate gli animali morti“

ROMA “Non toccate gli animali morti“. E` l`appello lanciato dal ministero della Salute e dall`Unità di crisi, che si è riunita ieri. Contro il diffondersi dell`influenza aviaria tra i volatili e soprattutto per evitare qualsiasi possibile pericolo per l`uomo occorre essere prudenti. L`H5N1 è in Italia. Sicuramente in Sicilia, Calabria e Puglia, ma ieri l`attenzione si è incentrata anche sull`Abruzzo dopo il ritrovamento, a Congiunti, in provincia di Pescara, di un cigno malato, poi morto. Si attende il verdetto dal centro nazionale di Padova, anche se i primi test sono negativi. Positivo, invece, il volatile rinvenuto a Ugento, in provincia di Lecce mentre un altro cogno morto è stato ritrovato nell`oasi Le Cesine di San Cataldo, nel Leccese. In tutte le aree di recupero sono state adottate misure di isolamento e sono scattati i controlli veterinari estesi per un raggio di dieci chilometri. Preoccupazione smentita, invece, per un bambino ricoverato a Crotone in coma: per i medici si tratta di encefalite ma i sospetti si legano alla morte di un pollo, nei giorni scorsi, all`interno dell`allevamento dei genitori. Il ministero ha deciso di attivare un [FIRMA]numero verde, 1500, (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17) per fornire informazioni. La psicosi ? valutata da una ricerca della Coldiretti secondo la quale l`83% degli italiani è seriamente preoccupato contro il 67% degli europei ? si è tramutata anche ieri in domande esasperate e gesti immotivati: contadini si sono presentati alle Asl con le loro galline per consegnarle; altri allevatori hanno deciso di uccidere i cigni che tenevano nel laghetto di casa; cittadini si sono insospettiti nei confronti dei propri canarini domestici o, come accaduto a Catania, un piccione morto in strada ha provocato il transennamento di un`intera piazza. L`Unità di crisi ha deciso di diffondere un vademecum per tutti al quale si aggiunge un opuscolo per gli allevatori. Queste le informazioni che è importante conoscere: il rischio riguarda solo i volatili selvatici e al momento non sono sono segnalati casi di malattia umana dal contatto con uccelli selvatici. I polli non rappresentano un pericolo, ma per evitare possibili contagi esiste un sistema di sorveglianza veterinaria. In caso di accertata positività si procede all`eliminazione dei focolai sospetti. Ieri il ministro Storace ha confermato che sono previsti indennizzi per gli allevatori. Lo Stato rimborsa i danni economici subiti. Non ci sono rischi per le carni e le uova cotte: sono sicure perchè provengono da allevamenti controllati. Rispetto al Sud-Est asiatico la situazione è assai diversa: i contagi sono avvenuti per le condizioni igieniche particolarmente precarie e di contatti stretti con i volatili infetti. Gli animali a rischio sono gli uccelli acquatici: anatre, oche, cigni e trampolieri. Non rappresentano un pericolo i piccioni o altri piccoli uccelli che vivono nell`ambiente urbano. Se capita di trovare uccelli acquatici morti o malati non bisogna toccarli, ma chiedere l`intervento dei servizi veterinari, della Asl o dei vigili del fuoco. In caso di contatto con i volatili lavarsi bene e lavare gli indumenti. Per gli allevatori, secondo il ministero, il rischio di contagio “è basso“, ma è opportuno mantenere ferree alcune regole di igiene e prudenza. Notizie rassicuranti arrivano dal Sud Italia: tutte le persone che sono entrate in contatto con gli animali morti (6 fin qui i casi di aviaria confermati e 22 i cigni deceduti più quello rinvenuto nell`oasi Le Cesine di San Cataldo di Lecce) stanno bene. Per fare il punto della situazione nell`isola ma anche in Calabria e Puglia, oggi Storace sarà nelle zone dei ritrovamenti. Il ministro, in elicottero, seguirà le rotte dei migratori in una sorta di ricognizione dei siti di sosta. Martedì il responsabile della Salute riferirà in Parlamento. Ieri sono scattati allarmi ripetuti anche in altre zone d`Italia. Il ritrovamento di uccelli morti ha preoccupato a Roma, in provincia di Rovigo, a Loano, a Orbetello. Alcuni cigni sono stati catturati per essere sottoposti a controlli nel veneziano. Tutto mentre oggi l`Ue varerà le regole alle quali attenersi in caso di scoperta di uccelli positivi ai test N5H1. Infine il Codacons ha lanciato una proposta estrema: la chiusura coattiva di tutti i pollai privati.

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