4 Settembre 2018

«Al processo tutti i cittadini si costituiscano parte civile»

LA POLEMICA Giovanna Di Giorgio Non solo il Codacons si costituirà parte civile nel processo a carico dei tecnici dell’ Arpac e nell’ eventuale processo che dovesse scaturire dopo l’ udienza preliminare circa i presunti reati ambientali commessi dai Pisano, ma chiederà a ogni singolo cittadino di fare lo stesso. Al centro c’ è sempre la vicenda delle fonderie di Fratte. «Rispettosissimi dell’ autonomia delle imprese l’ affondo del presidente nazionale dell’ associazione, Carlo Rienzi – ma possibile che non si riesce a trovare un posto lontano dalle abitazione dove fare i tombini?». L’ AFFONDO La battaglia del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, insomma, non si smorza. Al contrario, il vice segretario nazionale, Matteo Marchetti, rilancia: «Non è vero che le Fonderie Pisano hanno ottemperato alle prescrizioni». Il riferimento è alle dichiarazioni degli avvocati dei Pisano, Lorenzo Lentini e Guglielmo Scarlato, che hanno ribadito da parte dei Pisano «il pieno rispetto delle prescrizioni disposte dalla autorità amministrativa competente», laddove l’ ultima relazione dell’ Arpac parla di otto Bat su nove «parzialmente applicate». «La richiesta di rinvio a giudizio aggiunge Marchetti – è arrivata prima delle ultime analisi dell’ Arpac, che hanno rilevato che ancora oggi le prescrizioni non sono ottemperate, salvo qualche piccola cosa. Per noi rimane quindi in predi il reato di inquinamento ambientale così come previsto dalla richiesta di rinvio a giudizio». E annuncia: «Sia per il processo a carico dei tecnici dell’ Arpac, sia per l’ udienza preliminare del 3 ottobre abbiamo deciso di agire con una pre-adesione attraverso il sito del Codacons, per poi costituirci parte civile. Lo faremo come associazione per tutto il lavoro di denuncia e sensibilizzazione svolto in questi anni, anche con altri enti e gruppi, ma allo stesso tempo vogliamo invitare le persone a questa doppia pre-adesione. Si prospetta un lavoro immane, ma non abbiamo timore». A rincarare la dose è il presidente Rienzi: «Sono anni che andiamo appresso a questa situazione, che è un po’ come l’ Ilva di Taranto». Il numero uno del Codacons parla di «una diffusione di sostanze» che «hanno danneggiato chissà quanti cittadini, perché il brutto di questa situazione è che non si sa oggi il danno che è stato fatto. Bisognerebbe fare un’ indagine sui giovani per capire se c’ è qualche problema per il futuro, e noi l’ abbiamo chiesta anche per l’ Ilva, perché queste malattie vengono fuori dopo anni. È il momento di punire e di bonificare», conclude Rienzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giovanna di giorgio

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this