8 Febbraio 2020

«Al Lido tutti sapevano dell’ amianto»

le reazioni all’ indagine della corte dei conti che contesta il danno erariale per la mancata realizzazione del palacinema il professor carnevale: «i carotaggi furono fatti, ma non si seppe nulla dei risultati. forse il progetto non stava in piedi»
IL CASO LIDO «Una brutta pagina che si riapre e che tanto male ha fatto al Lido. Per questo è giusto che i giudici della Corte dei Conti facciano il loro lavoro e continuino ad indagare anche se sono trascorsi molti anni». Così il presidente della municipalità del Lido e Pellestrina, Danny Carella, commenta la notizia dell’ indagine della Corte dei Conti regionale che ha contestato un presunto danno erariale di 12 milioni e 600 mila euro nel cantiere del nuovo Palazzo del cinema del Lido poi mai realizzato in lungomare Marconi. «È giusto che si provi a fare chiarezza – prosegue Carella – e vengano accertate eventuali responsabilità. Senza giustizialismo, aspettiamo l’ esito delle indagini». L’ AMIANTO La parola passa poi al professor Giancarlo Carnevale, componente del Comitato ambientalista Altro Lido (Caal). «Ricordo che all’ epoca furono fatti anche dei carotaggi – rileva Carnevale – proprio per verificare la presenza di amianto. Misteriosamente, però, non si è mai riusciti a sapere che esito avessero dato quei test. Dove fossero finiti. Perciò l’ indagine della Corte dei Conti, ora, è sacrosanta, anche se piuttosto tardiva. Tutti sapevano della presenza di amianto in quella zona, non solo gli addetti ai lavori. Si era a conoscenza che in alcuni sottopassi del lungomare erano stati sepolti rifiuti. Al tempo stesso, però, se ricordiamo bene, quel terreno, che noi consideriamo inquinante, venne accettato volentieri dai tedeschi per realizzare il fondo di alcune autostrade. Per cui la mia posizione è che la presenza di amianto era nota a tutti, ma probabilmente questo fu solo il pretesto per fermare i lavori. C’ era dell’ altro oltre all’ amianto. Il vero motivo del blocco ai lavori era un altro, probabilmente il progetto non stava in piedi, come noi delle associazioni ambientaliste abbiamo sostenuto fin dall’ inizio». L’ INDAGINE L’ indagine è stata avviata sulla base di un esposto del Codacons nel 2011. Ci sono voluti nove anni per giungere a questo risultato. «Resto sconcertato sui tempi della Procura – è il commento dell’ avvocato Francesco Mario d’ Elia a nome del Cuc Lido – è una cosa inaccettabile che non fa un buon servizio alla verità». Anche il parlamentare del Partito Democratico, Nicola Pellicani interviene così: «Non entro nel merito delle indagini non essendo il mio compito – afferma Pellicani – l’ idea di partenza del progetto non era sbagliata, ma tutto poi è fallito. Spero che possa essere un monito a dare più attenzione alla città e al Lido, anche da parte del governo. Certe situazioni problematiche vanno affrontate prima». La struttura commissariale, all’ epoca era guidata dal commissario governativo, Vincenzo Spaziante, dirigente della Protezione civile oggi in pensione che, interpellato, preferisce non parlare. Chiusura caustica con l’ ex sindaco Massimo Cacciari. «Non ricordo nulla e non me ne frega assolutamente più nulla. Meno di zero». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
lorenzo mayer

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