20 gennaio 2018

Al K-Beach «difformità in parte del cantiere»

Al cantiere del nuovo complesso turistico «K-Beach» di Endine Gaiano, già finiti nel mirino del Codacons per il suo impatto ambientale, i lavori procedono a ritmo spedito quasi su ogni fronte. In un punto però si sono interrotti. Dopo un’ ispezione a inizio gennaio, il Comune ha infatti emesso un’ ordinanza che blocca le attività in un’ area ben delimitata: quella intorno alla vetrata del futuro ristorante-bar. Il testo del provvedimento parla di due «difformità edilizie» rispetto a quanto riportato su carta: la vetrata presenta una perimetrazione diversa, generando un aumento della superfice e del volume dell’ ambiente che la ospita; ed è stato costruito un tratto di muro non autorizzato da Anas lungo la vicina Statale 42. «Sicuramente alcune differenze ci sono, anche se sono cose che possono capitare in opere di questo tipo – ha commentato il sindaco di Endine Marco Zoppetti -. Valuteremo in questi giorni come procedere. La speranza dell’ amministrazione è che il cantiere arrivi a termine nel rispetto delle progettualità». I titolari e il progettista I fratelli Aldo e Vladimir Kola, titolari dell’ impresa costruttrice, la Union Montaggi di Pianico, sono anche i gestori dell’ area comunale in riva al lago interessata ai lavori, il Gerù, come la chiamano i locali: «Si tratta di un problema piccolo, che si può risolvere credo facilmente – ha spiegato Aldo Kola -. Il cantiere sta avanzando ed è bloccato soltanto in un punto. Confidiamo senz’ altro di poter rendere operativo il complesso per aprile o maggio». Secondo Pietro Mario Scarsi, l’ architetto della struttura, che comprenderà un ristorante, un bar, un solarium e un terrazza «non è successo nulla di grave. Abbiamo collocato i serramenti della vetrata 30-40 centimetri più all’ esterno di quanto riportato sulle carte. In gergo tecnico viene chiamata “variante non essenziale”. In breve significa che si sarebbe potuta denunciare a lavori terminati, senza chiedere autorizzazioni preliminari. Il Comune evidentemente la pensa in modo diverso, pazienza, sono cose che succedono. Ora procederemo a smontare la vetrata e a presentare la variante all’ ente. Tutto qui. Per quanto riguarda il muro, lungo solo due metri e alto uno, abbiamo l’ autorizzazione comunale».