30 Giugno 2011

“Al fianco dei consumatori”

A seguito dell’ incontro che si è svolto nel fine settimana le associazioni Adoc (Paolo Fuduli), Codacons (Claudio Cricenti, Maria Francesca D’ Antoni e Vincenzo Fogliaro), Federconsumatori (Leonilda Pirillo e Fabio Brandi), Comitas (Valerio Natale) e Unione nazionale consumatori (Giusi Fanelli), rivolgono domande precise ed attendono risposte chiare e concrete. «Innanzitutto chiedono garanzie sull’ acqua! Sono state realmente individuate le cause che, per quasi un anno, ne hanno determinato la non potabilità? Sono state rimosse? E’ davvero tutto sotto controllo, e quindi i cittadini possono veramente utilizzare l’ acqua per uso umano, senza alcun rischio per la salute? Il Comune è in grado di assicurare con affermazioni certe, univoche e non ritrattabili che l’ acqua è a Vibo Valentia un bene comune utilizzabile per cucinare, per lavarsi senza che chi ne faccia uso si debba affidare alla buona sorte o vivere con il timore di scoprire, magari la sera, che l’ acqua con cui ha cucinato a pranzo non era confor me a legge? Insomma, la qualità del servizio è garantita, oggi? Sono state accertate le responsabilità, oppure tra il Comune e la Sorical è un giallo tutto da scoprire? Alla fine, chi pagherà le spese?» Interrogativi, in attesa di risposta, mentre dalle associazioni la promessa che continueranno «a lottare affinchè a pagare non siano sempre e soltanto i cit tadini». Poi una considerazione, per dire che «una buona amministrazione, se vuole veramente cambiare le cose, deve essere trasparente ed efficiente, ed essere in grado soprattutto, di saper adottare scelte coraggiose ma necessarie quando si opera per il bene comune». Qualche perplessità anche sulla Tarsu, per la quale pongono domande precise: «C’ è un programma concreto da realizzare a breve termine? Ci saranno dei vantaggi nei servizi?». Altra promessa, per dire che le «associazioni sono aperte al dialogo ed al confronto, ma attendono risposte, poiché, in realtà, sono i cittadini che pretendono trasparenza, servizi degni di tale nome, e perché ormai sono stufi di rimedi, compromessi e soluzioni temporanee. Il cittadino di Vibo Valentia – è la conclusione – è cambiato. Vuole pagare le tasse, non vuole evadere, ma vuole che con i propri soldi la sua città cresca competitivamente. Il Vibonese non vuole più favori, ma vuole il rispetto dei propri diritti, e non vuole sentirsi preso in giro».
 

 

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