Al debutto la class action
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
MILANO Appuntamento questa mattina alle 9 nell’ aula della prima sezione civile del tribunale di Torino. E’ lì che, a volere essere un po’ enfatici, inizierà la storia della class action all’ italiana. E’ lì infatti che si svolgerà la prima udienza dell’ azione collettiva avviata dal Codacons contro Intesa San Paolo. La class action avviata dall’ associazione dei consumatori nasce dalle recenti rilevazioni dell’ Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’ eliminazione della commissione di massimo scoperto introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto (si veda«Il Sole 24 Ore » del 20 marzo). Di qui la class action notificata lo scorso 1? gennaio al tribunale di Torino con la quale si chiede la restituzione delle maggiori somme pagate dagli utenti (11,2 milioni, secondo Codacons, sono in Italia clienti dell’ istituto), per complessivi 2,8 miliardi di euro. Il tutto in un quadro giurisprudenziale in mutamento se è vero che la Cassazione nei giorni scorsi ha riconosciuto che la commissione di massimo scoperto va conteggiato per il superamento del tasso di usura. Per la prima volta in aula, come previsto dalla normativa, anche la Procura che, rappresentata probabilmente da Raffaele Guariniello, nella fase di ammissione della domanda dovrà valutare la presenza di elementi di reato per avviare eventualmente l’ azione penale. Per il Codacons, se il tribunale dichiarerà ammissibile l’ azione, tutti i correntisti potranno aderire entro 120 giorni all’ azione e sperare di avere un risarcimento dalla banca senza intentare direttamente causa. Nei mesi scorsi altre azioni collettive, a Roma e Mi-lano, si erano bloccate in una fase anteriore alla celebrazione dell’ udienza introduttiva perché a decidere sull’ azione era stato chiamato un giudice unico e non un collegio. A Torino, invece, il collegio è stato costituito e a presiederlo sarà lo stesso presidente del tribunale di Torino, Luciano Panzani. Una scelta non del tutto anomala visto che Panzani si è riservato un piccolo ruolo di cause da trattare, ma che, non negano in tribunale, è stata provocata anche dall’ indubbia rilevanza sul piano processuale più che sostanziale dell’ intera vicenda. E alla presidenza del tribunale non si nascondono neppure le difficoltà che potrebbero presto investire la cancelleria, già messa pesantemente alle corde nel recentissimo passato dalla necessità di gestire le oltre 6mila costituzioni di parte civile nel processo Eternit. Il tribunale già oggi potrebbe decidere sull’ ammissibilità della domanda avendo come bussola la norma che prevede che l’ inammissibilità deve essere dichiarata in tutti i casi in cui è individuabile un conflitto d’ interesse, quando il soggetto che ha proposto la domanda non appare in grado di tutelare gli interessi della classe, quando non si può concludere per l’ identità degli interessi da tutelare con l’ azione di classe e, naturalmente, quando la class action appare manifestamente infondata. Possibile anche una sospensione del giudizio quando ci sia in atto sui medesimi fatti un’ indagine di un’ autorità indipendente o della giustizia amministrativa. Tutte questioni spinose da affrontare e risolvere, ma da oggi il tempo dello studio è veramente finito e si apre quello dell’ interpretazione.
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