25 Marzo 2007

Al corteo esplode la collera `No a scelte sulle nostre teste`

Al corteo esplode la collera `No a scelte sulle nostre teste`
Più di 300 persone ieri in marcia sulla statale

I bambini? Ieri c`erano pure loro, compreso qualche bebè in carrozzina o sulle spalle di papà. Per il resto il corteo che incolonnato sulla Nazionale per Carpi poteva contare su una partecipazione eterogenea e grintosa; da Ponte Alto a Lesignana circa 300 persone hanno sfilato su una sola corsia con slogan e cartelli. Gli automobilisti? Sorpresi, mai irritati, pronti a rallentare per abbassare i vetri e raccogliere il volantino. Le mani rugose degli agricoltori e quelle più lisce dei giovani abituati ai computer diffondevano lo stesso messaggio: “Ci avete già massacrato con la Tav, e ora i nomadi?“ “Se ci sono speculazioni sul terreno a San Damaso ce lo devono venire a dire – commentava un signore accompagnato dalla moglie – Non c`è mai stata nessuna esigenza di spostare da lì quella comunità. I loro bambini sono uomini che hanno frequentato scuole e impianti sportivi. Perchè li mandano via?“ Elettrosmog a gogò. Una signora è indignata: “Ma come si fa a mettere donne e bimbi sotto l`alta tensione, a due passi dai binari, con l`elettrosmog sparato 24 ore al giorno su chi abita in roulotte lì a fianco. C`è una legge nazionale che obbliga una distanza di rispetto per ospedali, asili e scuole dall`alta tensione per tutelare chi ci sta per poco tempo e qui si lasciano vivere le persone sotto i tralicci all`aperto?“ Un cartello avverte: “L`integrazione non si fa sotto il pilone“. Le scritte che sbeffeggiano la giunta sono scritte col pennarello; una mobilitazione partita dal basso, di cucina in cucina, e che ha fatto scendere in strada molte donne, mettendo in luce una militanza inaspettata. Leader spontanei. La palma della più promotrice più attiva va sicuramente ad Anna Ferrari che ieri mattina era alla testa del corteo, reggendo lo striscione di testa. “Il segnale alla giunta Pighi è chiaro – dice – Siamo soddisfatti di come è andata la manifestazione e dimostriamo di rappresentare tutti gli abitanti delle nostre frazioni. Questa è la democrazia, discutere alla luce del sole“. Chi sfila e chi si sfila. In effetti dopo il proclama e la severissima lettera inviata dalla Polisportiva Quattro Ville al sindaco, con tanto di promessa di essere a fianco dei cittadini che protestavano, si notava l`assenza dei diretti interessati. Ma anche il presidente Vittoriano Malavasi evita la polemica frontale: “La critica nel metodo e nel merito resta ferma – spiega – Non siamo contro questa manifestazione ma non partecipiamo per valutazioni nostre“. Slogan creativi. Cartelli di tutti i tipi, dai `Camminatori contro` agli uomini sandwichi con messaggi più simili allo sberleffo che alla contestazione cattiva. In un finto telegramma del sindaco ai cittadini si diceva: “Concertazione con voi? Ma chi credete di essere?“ oppure in un`altra cartolina i nomadi mandavano al sindaco i saluti: “Lesignana non ci piace, mandateci al mare a S.Remo“. Politici in coda. Presenza a titolo personale dei politici di opposizione verso il fondo del corteo. A parte una pattuglia di leghisti guidata da Manfredini, gli altri sono stati ben attenti a parlare con la gente senza montare in cattedra. Il più organizzato è stato Celloni (Udc) con un volantino in cui chiedeva che la giunta Pighi facesse pagare ai nomadi i servizi e le piazzole; e poi ancora Andrea Leoni (Forza Italia) che puntava il dito sugli sprechi: “Due milioni di euro di bollette non pagate dagli zingari in nove anni: sono privilegiati?“ Arrigo Martinelli (Modena a Colori) ha improvvisato happening sino a sdraiarsi per pochi secondi in mezzo all`incrocio. Presenti e convintissimi anche Rosselli e Rossi (consiglieri di Arcobaleno per Campogalliano): “Il problema degli zingari ci arriverà addosso come un treno“. Vigili urbani solidali. Per la prima volta, a nome di tutti i colleghi aderenti al Sulpm (il 60% degli agenti di polizia municipale), due vigili urbani sono sfilati assieme ai cittadini con le loro bandiere. “Poniamo il problema del controllo del territorio che oggi non c`è: tanti campi nomadi peggioreranno la situazione“ spiegavano ai cittadini incuriositi e compiaciuti della loro presenza. Codacons. Senza striscioni nè bandiere anche alcuni aderenti al Codacons che dal primo istante hanno seguito la vicenda. “Gli abitanti delle Quattro Ville hanno ragione da vendere – ha spiegato il segretario Fabio Galli – La scelta di spostarli è illogica. Noi non ci fermiano e saremo al loro fianco sino in fondo nella loro resistenza pacifica a una scelta ingiusta“.

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