18 Marzo 2010

Al cinema, occhio agli occhialini!

Sono indispensabili per vedere i film a tre dimensioni ma il Consiglio superiore della Sanità li ha vietati ai bambini con meno di sei anni P uò far male il cinema in 3D. Ai grandi ma soprattutto ai più piccoli. Colpa della visione tridimensionale, quella capace di coinvolgere lo spettatore fino a farlo quasi sentire parte del film o del cartone animato che sta guardando. Un modo di vedere del tutto artificiale che comporta per occhi e cervello un carico di lavoro molto maggiore del normale. Per questo, dopo aver visto Avatar o Alice, che durano tre ore, non è raro andare incontro a mal di testa, capogiri, nausee, vertigini, affaticamento eccessivo degli occhi. Alcuni ricercatori dell’università californiana di Berkeley hanno scoperto che maggiori sono i particolari tridimensionali di un’immagine da mettere a fuoco, tanto più alto sarà il rischio di malesseri per gli spettatori, soprattutto se si tratta di bambini. Non basta: sono finiti sotto accusa anche gli occhialini 3D, strumento necessario per la visione del film in tre dimensioni. Se dopo l’uso non vengono ogni volta puliti e disinfettati correttamente, possono diventare facilmente veicolo di trasmissione di infezioni agli occhi, come è successo a una bambina milanese. Per tutte queste ragioni, il Consiglio superiore della Sanità, sollecitato da un’associazione di consumatori (Codacons), ha obbligato i cinema a fare una lunga pausa tra il primo e il secondo tempo del film e a utilizzare soltanto occhialini monouso.
Ne ha addirittura vietato l’uso ai bambini che hanno meno di 6 anni: per loro addio Alice in 3D.

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