9 Maggio 2011

Al bar la tazzina di caffè vola

Al bar la tazzina di caffè vola 
 

S i fa d’ oro la tazzina dell’ espresso. A Roma si sborsa un euro, a Milano si arriva a 1,50 nei bar più eleganti. In Toscana già da tempo alcuni locali chiedono un euro e ora stanno alzando il prezzo anche quelli che si erano fermati a 90 centesimi. Ma non sono i bar a lucrarci, secondo la Fipe-Confcommercio, la colpa è delle speculazioni internazionali che tengono in fibrillazione i prezzi delle materie prime. Anche il caffè sta pagando lo scotto con le quotazioni all’ origine in vertiginoso aumento. «Da mesi i prezzi all’ origine del caffè sono in continuo aumento, il fatto è questa commodity, non diversamente dalle altre, è divenuta strumento di speculazione internazionale – osserva il presidente di Fipe-Confcommercio Lino Enrico Stoppani – E’ chiaro che se la miscela la paghi il 30% in più, si ripercuote sulla tazzina. Dobbiamo inoltre tenere in conto – prosegue – che intanto aumentano i costi di attività degli esercizi. I nostri esercenti finora hano fatto attenzione a non trasferire questi rincari su espresso e cappuccino, un ‘ rito’ che l’ italiano ha a cuore e su cui è meno disponibile ad accettare aumenti rispetto alla maggior parte dei prodotti». Secondo Confcommercio, la tazzina è il prodotto del bar con la dinamica di prezzo più virtuosa negli ultimi undici anni: rispetto a un aumento dell’ inflazione dal 2000 al 2011 del 23,9 per cento, la tazzina ha segnato infatti +25,3 per cento, per un aumento del prezzo reale che non ha superato il punto e mezzo percentuale. Ma le ultime accelerazioni dei prezzi all’ origine – in pochi mesi si è passati da 120 centesimi di dollaro per libbra di caffè verde a oltre 200 – cominciano inevitabilmente a ripercuotersi nei bar sull’ onda degli aumenti che in primis scattano presso importatori e torrefattori. L’ Istituto nazionale espresso italiano (Inei), di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine e macinadosatori, sottolinea la corsa verso l’ alto del caffè crudo. «Il prezzo del Brasile Santos, caffè base per molte miscele di qualità, è praticamente raddoppiato – osserva il presidente dell’ Inei, Gianluigi Sora – Molti altri caffè pregiati hanno seguito la sua sorte». Pertanto, conclude «l’ aumento dei prezzi coinvolge in particolar modo quei torrefattori che lavorano in qualità». Ma il Codacons accusa. I rincari del caffè al bar – afferma l’ associazione di consumatori – determineranno una stangata per le tasche dei cittadini pari a 2,9 miliardi di euro all’ anno. «Ogni giorno nel nostro Paese – si legge in una nota – si consumano mediamente 80 milioni di caffè al bar; ciò significa, ipotizzando un rincaro di 10 centesimi di euro, una maggiore spesa per i consumatori pari a otto milioni di euro al giorno, 2,9 miliardi su base annua».

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