Al 2,8% l`inflazione di aprile
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fonte:
- Il Gazzettino
Roma.
L`inflazione non si ferma e in base alle rilevazioni delle città campione in aprile il costo della vita viaggia al 2,8\%. L`aumento congiunturale è dello 0,3\%.
I dati porterebbero quindi allo stesso livello registrato a gennaio di quest`anno, e prima ancora negli ultimi due mesi del 2002. Il risultato definitivo si avrà solo il 16 maggio, con il dato ufficiale dell`Istat, che già il 30 aprile diffonderà la stima provvisoria. Se il dato sarà confermato, l`inflazione tornerà ai livelli di inizio d`anno.
Tra le 12 città campione, in ben nove si è registrato un aumento dello 0,4\%: Napoli, Firenze, Palermo, Bari, Venezia, Genova, Torino, Perugia e Trieste. L`incremento più basso (+0,2\%) si è invece registrato a Milano, mentre Bologna e Ancona segnalano un +0,3\%.
Nel gruppo delle città meno virtuose compare come sempre Venezia. Nella capitale del Veneto i prezzi hanno accelerato dello 0,4\% in un mese (tendeziale 2,7\%). Anche Trieste ha vissuto un aumento dello 0,4\%, ma il tendenziale si è fermato a 2,5\%.
A ridare ossigeno agli aumenti sono stati soprattutto gli incrementi decisi dall`Authority sulle tariffe di luce e gas che hanno spinto le spese alla voce abitazione (che comprende acqua, energia e combustibili), aumentata anche del 2\% nel caso di Venezia, mentre parallelamente è diminuita quasi ovunque quella relativa ai trasporti, grazie alla riduzione del prezzo della benzina e dei carburanti.
Commentando i dati, l`Isae si mostra ottimista e afferma che l`inflazione ormia dovrebbe aver raggiunto «il valore massimo dell`anno» e si appresterebbe a scendere «soprattutto nel corso dell`estate». L`aumento medio stimato dall`istituto di analisi economica per il 2003 è del 2,5\%, per poi ridursi al 2,1\% nel 2004.
Di tutt`altro avviso le associazioni dei consumatori con Intesa (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc.org) che giudicano l`andamento registrato in aprile «un segnale molto preoccupante che conferma le nostre denunce sull`aumento dei prezzi e delle tariffe lanciate pochi giorni fa».
Per la Confcommercio è il petrolio vero “tallone d`Achille“ dell`inflazione italiana, poiché è l`elemento che più mette a nudo la fragilità del sistema dei prezzi.
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