25 Luglio 2015

Airbnb Questa casa è un inferno

Airbnb Questa casa è un inferno

La mattina presto si sente un casino bestiale perché nella via parallela c’ è un mega mercato rionale. La casa è sporca, umida in maniera pesante. E le posate! Arrugginite, tutte. Pazzesco!», scrive Elena dopo aver soggiornato nell’ appartamento siracusano di Alessio. Daniela, al termine della notte passata nella casa milanese di Flavia, scrive invece: «Abbiamo documentato tutto con foto e videocamera, per testimoniare questo schifo di posto che questa certa Flavia usa per ricavarci solo dei soldi mancando di igiene». E quando il berlinese Bernd si lamenta per come è stato a Barcellona, ospite dell’ italiano Sandro, quest’ ultimo gli risponde, caldamente: «A Bernd, ma vai a fare in c… te e tutte le str… che dici, sei solo un parassita». Scene di pubblica guerriglia quotidiana online dalle pagine di Airbnb, il sito che permette di affittare per le vacanze case private in 192 Paesi del mondo. Nato nel 2008 a San Francisco, oggi vanta oltre 800mila abitazioni a disposizione in 34mila città, e 25 milioni di utenti, ognuno pubblicamente “valutato” dagli altri dopo ogni esperienza: un fenomeno mondiale, che permette ai turisti di risparmiare e ai proprietari di prime o seconde case di guadagnare un po’ di soldi, mentre Airbnb trattiene una commissione tra il 6 e il 12 per cento dall’ ospite e del 3 per cento dal padrone di casa. Airbnb fa continuamente notizia: dal suo sbarco a Cuba (vedi box) alla casa di Kurt Cobain messa in affitto a Los Angeles, fino al boom a Milano in occasione di Expo. Ma negli ultimi tempi è anche al centro di forti polemiche. A maggio il Comune di Parigi ha lanciato un’ operazione di polizia su suoi presunti affitti illegali nel Marais. Battaglie giudiziarie ci sono state a Barcellona, New York e San Francisco. Alcuni condomìni americani hanno cominciato a vietarlo, perché non a tutti piace il viavai per le scale di perfetti estranei. In Italia, infine, il Codacons ha appena diffidato il sito a proposito di «annunci fantasma», e le catene alberghiere lo accusano un po’ ovunque di concorrenza sleale, come i taxisti fanno con Uber. Come per Tripadvisor, le polemiche girano anche intorno alla questione delle recensioni. Quante sono veritiere e quante invece scritte ad arte da amici, cugini, zii, se non dai proprietari stessi? «E perché quelle negative sono così poche su Airbnb?», chiede un utente sul forum “Quora”. Pare che il motivo, in questo caso, sia che, a differenza di Tripadvisor o di Booking, non solo chi offre il servizio, ma anche l’ ospite pagante viene recensito: dunque se commenta negativamente può provocare la reazione del proprietario, che può criticare sua volta pubblicamente le sue mancanze (è arrivato tardi, ha lasciato disordine, ha provocato danni), rendendogli la volta dopo più difficile trovare un alloggio. Dicono in molti, inoltre, che è difficile parlare male di una casa se il suo proprietario è premuroso e gentile. Infine c’ è chi racconta su internet di commenti negativi cancellati. Insomma, delle recensioni sul  ci si può fidare poco in generale, e pare quelle di Airbnb non facciano eccezione. Poi ci sono gli “incidenti” di cui diversi clienti sono stati vittima. Il caso più eclatante, a fine aprile, ha visto protagonista una coppia canadese, i signori Mark e Star King, che d’ ora in avanti, c’ è da scommetterci, non ospiterà più nessuno. Avevano dato in affitto per un weekend la loro casa di Calgary e l’ hanno trovata semidistrutta: con ovunque tracce di alcol, urina e pure maionese, nonché carne di pollo nelle scarpe e preservativi nella toilette. Airbnb associa il proprio nome ad alloggi e clienti di ogni tipo, esponendosi indirettamente a sonore figuracce. Altre “horror stories” vanno dal signore di Oakland, in California, cui un ospite, strafatto di metanfetamine, ha rubato il certificato di nascita, alla ragazza di Manhattan che usava un appartamento per incontri sessuali a pagamento. C’ è anche un sito, airbnbhell.com, che raccoglie i racconti più “infernali”. Facendo un giro tra i commenti degli utenti italiani il risultato non cambia. Accanto a recensioni entusiastiche e positive, che sono la maggioranza, si trovano delusioni e gente furiosa. Alcuni scambi sono antropologicamente, interessanti. Alan, proprietario milanese, attore di teatro, a proposito di David, ragazzo cinese che ha soggiornato da lui, segnala: «A casa loro si vede che vivono come le bestie, ma da me non glielo permetto. Ho fatto fatica davvero a non prenderli a calci». Senonché, pochi post dopo, è la parigina Charlotte, che è stata ospite di Alan, a lamentarsi del suo appartamento: troppo freddo e cucina scomoda. Il dibattito su Airbnb è vivo anche tra i blogger italiani, che si dividono. Alessia Canella, sul suo blog styleshouts.com, ha raccontato a marzo una sua «esperienza da incubo», una delle «più traumatiche della mia vita». «Senza alcun dubbio viaggiare utilizzando Airbnb è molto economico, soprattutto se si è da soli. Il problema è che non si può pretendere lo stesso servizio e le stesse garanzie di una struttura alberghiera», racconta Alessia. «Ci si trova in un appartamento che può essere abitato anche da altre persone, se non si sceglie l’ opzione “intera casa”, e quindi si devono condividere gli spazi – e il bagno – con degli sconosciuti. Alla mia prima esperienza, a Milano, mi sono trovata malissimo, volevo scappare. Per fare le foto da pubblicare nell’ annuncio avevano tolto dei mobili, messo copriletti, vasi e quadri che poi non c’ erano, anche i muri avevano un altro colore. Mi sono fatta ingannare. La pulizia lasciava molto a desiderare». Una seconda esperienza le è andata decisamente meglio: «Spendendo una quota molto alta ho trovato un appartamentino delizioso a Montepulciano. A Milano invece sono sempre molto sfortunata, un’ altra volta ho speso di più per una casa intera e mi sono trovata in piena notte senza acqua calda». Insomma, consiglierebbe Airbnb? «Sicuramente a chi non vuole spendere troppo. Ma soprattutto a chi ha un ottimo spirito di adattamento». Al settimo anno del sito di home sharing si litiga sempre più spesso: ospiti contro affittuari e viceversa. Tutto alla luce del  di Daniele Castellani Perelli Foto di Floriane de Lassée NEWS.
foto di floriane de lassée
 

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