Ai ristoratori serve riprendere a lavorare azzerando i debiti. Ecco cosa possono fare
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
RISTORATORI, baristi ed esercenti vibonesi passano alla carta bollata? Auguri! Tuttavia, denunciare il Consiglio dei Ministri e il Comitato Scientifico ci hanno pensato in tanti. Sono oltre duecento gli esposti e le denunce, tutte pervenute durante il lockdown, che la procura di Roma ha inviato, sollecitandone l’archiviazione nelle scorse settimane al tribunale dei ministri e che riguardano l’attività svolta dall’Esecutivo Conte nell’ambito dell’emergenza Covid. Gli esposti, affidati ai pm Eugenio Albamonte e Giorgio Orano, sono stati inviati da semplici cittadini e in alcuni casi sono molto simili tra loro. L’indagine della Procura di Roma nei confronti del Presidente del Consiglio Conte e di alcuni Ministri nasceva anche da una serie di esposti presentati nei mesi scorsi dal Codacons, in cui si contestava l’operato del Governo sul fronte Covid- e si denunciavano omissioni e ritardi. fatto tutte le denunce costituivano due i filoni: primo, racchiudeva chi ha denunciato che il Governo ha fatto troppo poco nella lotta al virus e, in questo caso, si ipotizzavano i reati di epidemia colposa, omicidio colposo e delitti colposi contro la salute pubblica. Nel secondo filone, invece, erano stati inseriti gli esposti in cui si affermava che il lockdown fosse stata una misura sproporzionata rispetto alla situazione, ipotizzando i reati di abuso d’ufficio e attentato contro i diritti politici del cittadino. pm, dopo la formale iscrizione come atto dovuto del presidente del consiglio Conte e dei ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza, hanno ritenuto “le notizie di testo infondate e dunque da archiviare”. La risposta spetterà al tribunale dei ministri. Il Governo Draghi ha più o meno continuato sulla strada del governo Conte. Dunque, cosa può far pensare che nuove denunce a Draghi porteranno a risultati diversi rispetto a quelle presentate contro il Governo Conte? Tralasciando ciò e andando al sodo, la domanda è: di cosa necessitano i ristoratori, piccoli artigiani e imprenditori? soldi e poter riprendere a lavorare azzerando i debiti. Potrebbero allora percorrere anche altri sentieri. A Genova una donna proprietaria di una merceria si è indebitata a causa della crisi e ha ottenuto dal tribunale la riduzione del 93% del proprio debito con l’Agenzia delle Entrate. Il tribunale ha ridotto i suoi debiti da 100 mila a 7 mila euro, applicando la legge sul sovra indebitamento e quella sul saldo e stralcio. La legge n. 3 del 27 gennaio 2012, denominata “legge salva suicidi” ha introdotto nel nostro ordinamento la procedura di sovraindebitamento; ovvero, una procedura di “sdebitazione” indirizzata a persone fisiche, consumatori, piccoli imprenditori non fallibili (piccole imprese, aziende agricole) professionisti che sono soggetti a debiti troppo elevati, cui non sono in grado di far fronte. La procedura di sovraindebitamento ha lo scopo di ridurre la consistenza dei debiti ed individuare una soluzione idonea ad estinguere le pendenze economiche. Viene evitato così che le azioni esecutive a disposizione dei creditori (pignoramenti immobiliari, e presso terzi) siano iniziate o proseguite nei confronti dei debitori. Nello specifico potranno ottenere a sospensione delle azioni esecutive. Un’altra strada da intraprendere potrebbe essere l’accesso a finanziamenti europei attorno a dei progetti; mentre un’altra ancora, la più immediata, sarebbe il ricorso al Tar contro i Dpcm del Governo. Se il Tar dovesse accogliere il ricorso, le attività esercenti non chiuderebbero.
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