Ai raggi X il sistema bancario La carica delle 700 parti civili
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di NICOLA BIANCHI IL D-DAY. La resa dei conti sul crac Carife, legato all’ aumento di capitale per 150 milioni di euro che nel 2011 portò migliaia di persone ad acquistare azioni, è arrivata. Domani alle 9.30 il gup Piera Tassoni aprirà l’ udienza preliminare che vede alla sbarra 12 imputati e già oltre 700 persone pronte a costituirsi parte civile. E l’ aula dell’ insolito tribunale viaggiante, capace di ospitare tutti (attese oltre un migliaio di persone), sarà il centro sociale ‘Il Quadrifoglio’ di Pontelagoscuro. «Un’ area – spiega il presidente del tribunale, Rosaria Savastano – idonea sotto il profilo dell’ accoglienza e dell’ organizzazione». NUMERI. È già stato definito ‘Il Processo’ per antonomasia, ancor più deflagrante di quello Coopcostruttori, pronto a mettere ai raggi X un intero sistema bancario, e i suoi ultimi 10 anni di vita prima del definito crac. Un lavoro pazzesco quello che ha impegnato per quasi tre anni il Nucleo tributario della Finanza, diretto dai pm Barbara Cavallo e Stefano Longhi, che, nella seconda inchiesta sulla bancarotta, sta ancora andando avanti. Nella lista delle persone offese figurano Consob, Banca d’ Italia e Codacons, poi la sfilza di comuni cittadini che hanno visto svanire i risparmi di una vita dal famoso 22 novembre 2015, giorno del decreto Salvabanche. Compaiono Liliana C., classe 1937, e Lina M. di tre anni in più; Tiziano B. del ’41 e Anna Maria M. del ’44, ma anche i più giovani Piergiorgio F. di 43 anni e Andrea F., 48. Una schiera di 665 nomi, tra obbligazionisti e azionisti, pronti a costituirsi parte civile. «Ma quel numero – spiegano i legali – potrebbe anche superare il migliaio. IMPUTATI E REATI. La procura ha chiesto il processo per 12 (i ‘reduci dei 54 indagati iniziali) tra ex amministratori e dirigenti di vecchia Carife e di due banche che parteciparono all’ aumento di capitale, CariCesena e Banca Valsabbina. Tredici invece i capi di imputazione a vario titolo: dal falso in prospetto, per aver «occultato al potenziale investitore informazioni rilevanti per corretta valutazione di rischio», all’ aggiotaggio (l’ aver «diffuso notizie false»), dall’ ostacolo alla vigilanza della Consob alla bancarotta patrimoniale. C’ era una volta la storica banca cittadina, oggi di lei è rimasta la cenere e un processo che rischia di fare ancora più male.
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