Ai malati terminali serve l’ Hospice
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fonte:
- La Nuova Venezia
Quel giorno, al funerale di Lorenzo Menegaldo, c’ erano centinaia di persone a salutare l’ uomo, o meglio il medico che aveva, insieme alla Direzione del Policlinico San Marco, partorito l’ idea di creare un Hospice per malati terminali, con la possibilità quindi di avere alle spalle una struttura ospedaliera in grado di affrontare eventuali situazioni di acuzie che il malato terminale spesso presenta. Era stato creato un centro validissimo ed efficiente con personale qualificato fino ad arrivare a 25 posti letto. Alla fine dello scorso anno la Regione Veneto riteneva che il Policlinico San Marco avesse tutti i presupposti per continuare a gestire tale patologia, che nel Veneto risulta essere al 1′ posto in Italia. Improvvisamente, nei primi mesi di quest’ anno, la ULSS 12 ritiene di non avvalersi del servizio di"Hospice" ed informa che non verrà formalizzato l’ accordo per il previsto utilizzo di tale autonoma funzione. A questo punto, considerata la difficoltà di poter gestire tali servizi a domicilio, si muove l’ umanitas Venezia che riconosce la validità del S. Marco. Se non è altro per le 5000 persone assistite dal 1991 a tutt’ oggi. A domicilio non è possibile attualmente garantire, per tutti gli utenti che lo necessitano, l’ assistenza specialistica che la patologia terminale richiede. Si muove quindi il Codacons con l’ avv. Franco Conte – presidente Regionale – che sostiene non esservi al momento alternativa o soluzione immediata praticabile tale da motivare l’ interruzione dell’ attività svolta dal Policlinico. Si muove con un’ energica nota anche l’ ex Direttore del Policlinico San Marco: Alberto Prandin. Villa Elena era indubbiamente una bella struttura, ma ora non lo è più perché è stata devastata dai ladri procurando danni per oltre 1 milione di euro e purtroppo riportarla in situazione di normalità richiederebbe molto tempo. Nel frattempo si evidenzia che le richieste per l’ Hospice superano ormai le 300 unità. Villa Elena sarebbe adatta sia ad una Rsa che ad un Hospice extraospedaliero. Ma non ad un Hospice intraospedaliero, quale quello del Policlinico, che si rivolge ad altra tipologia di malato oncologico con necessità di supporto diagnostico- terapeutico di livello superiore. Attualmente il Direttore Sanitario dott. Renzo Malatesta ed il dottore Antonio Maestri del Policlinico San Marco, così anche il dottor Giovanni Poles quale referente della Asl 12 per le Cure Palliativo, stanno cercando in qualche modo di andare incontro, per quanto possibile, a coloro che necessitano di questo tipo di aiuto. A mio modesto avviso ritengo che possa esservi spazio sia per un Hospice intraospedaliero che per un Hospice extraospedaliero, che per una -struttura intermedia, che siano collegati funzionalmente tra di loro, nonché con l’ assistenza domiciliare specifica, rispondendo adeguatamente alle richieste provenienti dai malati oncologici e dalle loro famiglie. Presumo che piuttosto che mantenere il malato nei costosi reparti per acuti, sia più conveniente dal punto di vista economico e più soddisfacente per gli utenti, ricorrere a tutte le possibilità offerte dalle varie strutture sanitarie in sinergia tra loro. Di fronte ai numerosi interventi volti alla raccolta di firme dei cittadini, alla ferma richiesta di tenere presente quanto quest’ uomo mite, il nostro compianto dott. Lorenzo Menegaldo, toccato personalmente da un dramma familiare, abbia fatto con dedizione nei confronti di tutti noi che abbiamo avuto modo di rivolgerci a lui, mi auguro che questa diatriba venga messa da parte al più presto. Qui non si tratta di un derby calcistico. I pazienti ed i loro familiari ci guardano supplicando di fare presto, di non farli morire nell’ angoscia e nel dolore. Terzio Luppari medico ed ex Consigliere Comunale di Venezia Tolleranza zero solo a parole Sabato 27 agosto scorso abbiamo letto anche su questo giornale le dichiarazioni dei nostri amministratori comunali: «Saranno le segnalazioni dei cittadini a dettare l’ agenda della cosiddetta tolleranza zero». Lo si è capito con i blitz di campo Santa Margherita, di via Piave e anche dall’ asportazione dei lucchetti dal ponte di Rialto. Per Ca’ Farsetti le informazioni della gente «sono preziose e saranno d’ ora in poi tenute in debito conto». Parole che suonano come un’ offesa all’ intelligenza e fanno arrabbiare. Mi chiedo, infatti, dove fossero gli stessi vertici di questa maggioranza ed alcuni suoi autorevoli membri di lungo corso, sia durante l’ ultimo anno e mezzo ogni volta che l’ opposizione tramite i suoi rappresentanti, me in testa, segnalava puntualmente con decine di interrogaziono/interpellanze i bivacchi, le sacche di degrado ed illegalità, il malfunzionamento dei mezzi tecnologici e operativi per il controllo del territorio e della sicurezza. Sarebbe molto più utile se anziché fare propaganda sulla pelle dei cittadini, questa maggioranza che ha dimostrato nei fatti la sua incapacità, tacesse, ascoltasse con più modestia le segnalazioni di chi, pur all’ opposizione, è stato eletto dai cittadini, e portasse risultati duraturi. A tal proposito le recenti strombazzate dichiarazioni circa la tolleranza zero – tardiva ma benvenuta – saranno testate dai fatti, sempre che – visti alcuni imbarazzanti precedenti da me sperimentati – arrivino.
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