8 Novembre 2006

Agroalimentare. Made in Italy ha manifesto di tutela

Facendo leva sulle peculiarità delle nostre produzioni agroalimentari, esaltando i tratti della tipicità, tracciabilità, genuinità del legame inscindibile territorio-storia-cultura, l`Italia è nelle condizioni non solo di crescere, ma anche di dare un contributo creativo alla globalizzazione. è in sintesi quanto sostenuto nel manifesto `L`agroalimentare cuore strategico dello sviluppo`, sottoscritto ieri da Coldiretti, Assobio, Slow food Italia, Consiglio diritti genetici, Wwf, Legambiente, Aiab, Confartigianato, Ordine dei biologi, Adusbef, Cna alimentare, Acli, Confederazione italiana agricoltori, Vas, Società di economia agraria, Codacons, Coop-Italia, Federconsumatori. Nel documento, che ha in Mario Capanna, presidente del Consiglio dei diritti genetici, l`ispiratore, ribadisce `le ragioni di fondo, strutturali, culturali e strategiche, che rendono gli Ogm incompatibili con la nostra agricoltura`. Il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni, nel suo intervento di presentazione, ricordando che l`agroalimentare italiano `vale complessivamente oltre 180 miliardi di euro, rappresenta circa il 15% del pil ed è secondo per dimensioni solo al manifatturiero`, ha dichiarato che `le opportunità di sviluppo per l`Italia nei prossimi anni si fondano sulla capacità di rispondere alla domanda crescente di quello che i francesi chiamano il ”terroir”, il prodotto legato al territorio di origine. Ma non si possono avere incertezze e bisogna saper scegliere con decisione tra le scorciatoie`. Concorde il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, secondo cui `l`agricoltura italiana ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo`. Di una politica che `si fondi su reali valori, esalti la qualità e la tipicità della produzioni, rafforzando il legame con il territorio`.

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