27 Gennaio 2018

Agrizzi: «Sfoltiamo la classe dirigenziale»

 

Taglio dei dirigenti e riduzione delle tariffe nella libera professione. L’ associazione di tutela diritti del malato di Udine e il Codacons chiedono una «riforma seria del personale ospedaliero» e «un abbassamento dei costi per accedere alle prestazioni dell’ intramoenia». Colpita dalle cifre divulgate dal Messaggero Veneto, Anna Agrizzi, presidente dell’ associazione dei diritti del malato, ha osservato come «tagliando qualche figura dirigenziale si potrebbero risparmiare soldi da reinvestire nell’ assunzione di personale nelle corsie e nei reparti. La recente riforma sanitaria – afferma – ha avuto il merito di riunire le Aas e di limitare le spese dei dirigenti. Ma si può fare di più. Se la sanità è in crisi perché mancano gli operatori e gli infermieri, si cominci a sfoltire la classe dirigenziale». Dito puntato, poi, contro le tariffe. «Per una visita oculistica con prenotazione al Cup si pagano 36 euro – osserva -. Se mi affido al professionista e mi rivolgo privatamente devo sborsare più di 100 euro. C’ è un divario enorme. Chi ha i soldi può utilizzare l’ intramoenia e scavalcare le liste d’ attesa. Chi non ce la fa deve attendere mesi, o perfino un anno. Bisogna consentire a tutti di accedere al servizio pubblico nel più breve tempo possibile, o altrimenti alla libera professione ma a prezzi adeguati». Quanto alle liste d’ attesa, «ci sono visite specialistiche che non possono subire ritardi – continua Agrizzi -. Seguiamo un paziente che da oltre un anno attende di essere operato nel reparto di Urologia per un problema all’ organo sessuale. E ce ne sono altri affetti da maculopatia che non possono aspettare tanto per un esame oculistico». Anche Pierluigi Chiarla, coordinatore del Codacons, si dice sorpreso. «Colpisce più che altro la cifra dei premi per i risultati raggiunti, visto che le liste d’ attesa rimangono inalterate. Si potrebbe risparmiare su questa voce dello stipendio e investire nell’ assunzione di altro personale, con i tanti giovani che sono a casa». (d.v.)

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